La preparazione immediata alla gara
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La preparazione immediata alla gara

La preparazione immediata alla gara - prima parte

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La preparazione immediata alla gara è definita da Lehnert (1994) come "l'ultima parte dell'allenamento e quella dell'applicazione di misure speciali di adattamento per la preparazione alle condizioni reali e complesse della gara più importante. Tali misure hanno l'obiettivo di fare in modo che, in un momento stabilito in anticipo, nelle reali condizioni d'orario, organizzative e climatiche del luogo di gara, l'atleta sia in grado di trasformare nella massima prestazione sportiva possibile le qualità e capacità tecnico – tattiche da lui acquisite nel processo di allenamento a lungo termine".
Lo stesso autore sostiene che il periodo ottimale di preparazione immediata alla gara sia della durata di cinque – sette settimane, cioè il periodo temporale che corrisponde alla quantità minima di tempo necessaria per produrre un livello di adattamento nuovo o più elevato.
Neumann (1994) ha aggiunto che circa tre settimane prima della gara importante, si deve raggiungere il massimo livello di carico possibile, sia dal punto di vista del volume totale che dell'intensità degli allenamenti. A questa fase di carico succederà un periodo di "trasformazione" nella quale vi sarà

[…] una notevole riduzione del carico globale che si deve caratterizzare per l'alternanza tra brevi carichi intensivi e l'ampio inserimento di periodi di compensazione […]".

Si riferiscono chiaramente a questa affermazione le gare di preparazione che, secondo l'autore, sono un utile mezzo per evitare di raggiungere il top della forma in anticipo rispetto all'appuntamento principale e tenere così la possibilità della supercompensazione di basi utili alla prestazione. Il valore di questo tipo di competizioni, inoltre, non è solo dovuto all'impegno fisico richiesto ma anche al miglioramento del comportamento tecnico – tattico. Tuttavia, una particolare attenzione va posta a quelle gare che, pur essendo nel periodo di preparazione, devono essere svolte ad un livello elevato per guadagnarsi, ad esempio, la convocazione a gare di maggior spessore. Queste competizioni rischiano di alterare il lavoro di programmazione precedentemente svolto, poiché richiedono un grande impegno psico – fisico per essere portate a termine con buoni risultati.

Per ottenere la massima prestazione individuale il giorno prescelto, sono decisive la scelta e la successione corretta dei contenuti ed una dinamica adeguata dei carichi di allenamento. La durata del tempo di trasformazione dipende dal carattere degli stimoli allenanti che vengono somministrati all'atleta tramite l'allenamento: più la componente del carico è di carattere generale e globale più lungo sarà il tempo di trasformazione richiesto. Se invece la componente del carico è di carattere specifico, sarà richiesto un minor intervallo temporale perché essa sia trasformata in un aumento delle capacità prestative.

Gli elementi essenziali dell'allenamento (mezzi generali, mezzi speciali, volume e intensità) se vengono combinati in maniera corretta portano ad ottenere la massima prestazione. Secondo i risultati delle ricerche di Lehnert (1994), facendo riferimento a microcicli settimanali e rispetto al momento di inizio della gara, i picchi di carico delle singole componenti vanno collocati come segue:

  • i mezzi generali di allenamento, da cinque a quattro settimane prima
  • il volume di allenamento, da quattro a tre settimane
  • i mezzi speciali di allenamento, da tre a due settimane
  • l'intensità, da due a una settimana

Vediamo ora qualche microciclo di esempio per ogni periodo. Si tenga conto che nel periodo preagonistico e agonistico alcune uscite dovranno essere svolte in montagna, su terreni simili a quelli che si trovano in gara.
Tutte le singole sedute di allenamento dovranno essere composte da una fase di riscaldamento, una parte centrale e una di defaticamento. Il rispetto di queste tre fasi è fondamentale sia per la prevenzione di infortuni che per consentire al fisico di affrontare in maniera ottimale l'allenamento e in seguito permettergli un più veloce recupero. Inoltre, dopo l'allenamento è di fondamentale importanza dedicare qualche minuto allo stretching.
Non va sottovalutato neanche il rischio che l'atleta subisca infortuni, malattie o abbia impegni che gli limitino la disponibilità ad allenarsi. Per questo è importante essere sempre pronti a reagire impostando un nuovo piano di allenamento che si adatti alla situazione corrente.
Nella programmazione dell'allenamento è importante tener presente che microcicli, mesocicli e macrocicli non hanno una durata predefinita e invariabile. Infatti possiamo prevedere dei microcicli di carico di pochi giorni (3 – 4) seguiti da un breve periodo di scarico (2 giorni), come è possibile programmare un microciclo di carico più lungo (7 giorni) seguito da un periodo di scarico altrettanto lungo.