Miglioramento dei fattori di prestazione
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Miglioramento dei fattori di prestazione

Miglioramento dei fattori di prestazione

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In generale, per resistenza s'intende la capacità psicofisica dell'atleta di opporsi all'affaticamento.

È una capacità condizionale (così come la forza, la velocità e la flessibilità) che può essere migliorata anche in età adulta; non sono rari i casi di atleti che ottengono le migliori prestazioni dopo i 30 anni.

A seconda di come viene considerata la resistenza può essere di vari tipi. In base ai distretti muscolari impegnati avrò un tipo di resistenza generale e locale. Se considero da dove deriva l'energia muscolare ho una resistenza aerobica e una anaerobica. Inoltre avrò una resistenza alla forza, alla forza rapida e alla rapidità in base alle forme di sollecitazione motoria interessate.

Dal punto di vista della durata invece posso distinguerla in resistenza di breve, media e lunga durata. Quella di breve durata comprende gli esercizi massimali che durano dai 45 secondi ai 2 minuti. Quella di media durata prevede uno sforzo dai 2 agli 8 minuti, mentre quella di lunga durata comprende tutti i carichi che superano gli 8 minuti di durata. La resistenza di lunga durata si suddivide a sua volta in tre tipi: Rld I, prevede carichi fino a 30 minuti, supportati soprattutto dal metabolismo glucidico.

La Rld II si riferisce a carichi di durata da 30 a 90 minuti e ricava l'energia da glucidi e grassi in percentuali diverse in base alla durata e all'intensità dell'esercizio. La Rld III prevede sforzi superiori ai 90 minuti, che utilizzano prevalentemente il metabolismo dei grassi per ricavare energia . Quest'ultima tipologia di resistenza è quella che si riferisce alla maggior parte delle gare di Skyrace.

La resistenza di base

Per ogni tipo di sport, che sia di resistenza, di velocità o di destrezza è importante possedere una buona resistenza di base, dalla quale partire per costruire la prestazione desiderata. Una resistenza di base provoca:

  • l'aumento della capacità di prestazione fisica: infatti permette al soggetto di allenarsi più intensamente e più a lungo, migliorando le proprie performance
  • miglioramento della capacità di recupero: il soggetto torna alle condizioni di base in un tempo limitato dopo l'esercizio, permettendogli così di svolgere nuovi carichi di allenamento a distanze temporali relativamente brevi dalle gare o da allenamenti intensi
  • riduzione dei traumi: l'atleta resistente si stanca dopo rispetto ad uno con scarsa resistenza, permettendogli di prevenire molti problemi fisici. Tuttavia vi è sempre il rischio, soprattutto negli atleti di elite, di andare incontro a traumi da stress, derivanti dagli imponenti carichi di allenamento a cui il soggetto è sottoposto
  • aumento delle capacità di carico psichico: un atleta ben allenato alla resistenza sopporta maggiormente le situazioni di stress e sa reagire in maniera efficace a delusioni derivanti dall'attività sportiva e non
  • rapidità di reazione e d'azione costantemente elevate: un atleta che non si stanca rimane lucido per un tempo più lungo, riuscendo così ad evitare errori (sia tecnici, quali un appoggio sbagliato, che tattici) derivanti dall'eccessiva stanchezza