Sistema anaerobico lattacido
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Sistema anaerobico lattacido

Sistema anaerobico lattacido

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La quantità di PC dalla quale ricavare nuovo ATP non è sufficiente per protrarre lo sforzo per più di pochi secondi. Quindi il muscolo necessita di qualche altra fonte di energia; quando la richiesta energetica si prolunga nel tempo ad intensità elevata, si attiva il sistema anaerobico lattacido, che, come il precedente, non utilizza ossigeno. Questo processo ricava l'energia dalla scissione del glicogeno muscolare ed epatico e dal glucosio ematico.

Il glicogeno, che è un polimero del glucosio, viene degradato in glucosio; per ogni molecola di glucosio si ottengono due molecole di acido piruvico, o piruvato. Dalla formazione dell'acido piruvico si presentano due possibilità: se lo sforzo non è molto intenso si va verso la via aerobica per l'ossidazione del piruvato. Se invece lo sforzo è intenso e ci si trova perciò in una situazione di ipossia, l'acido piruvico viene trasformato in acido lattico.

L'accumulo di acido lattico non permette di protrarre lo sforzo per più di qualche minuto (dipende dall'allenamento). Il lattato che si accumula nei muscoli viene poi trasportato attraverso il torrente circolatorio nel fegato dove, attraverso il ciclo di Cori, viene ri – ossidato a glucosio e rimesso nel circolo sanguigno, oppure a glicogeno ed immagazzinato nel tessuto muscolare.
Attraverso il metabolismo anaerobico lattacido ottengo, per ogni grammo di glucosio, solo 2 molecole di ATP.

Il sistema lattacido quindi:

  • ha potenza elevata
  • ha durata limitata (qualche minuto)
  • provoca acidosi a livello muscolare e, di conseguenza, la contrazione ne risente

Questo tipo di metabolismo è usato per sforzi che si prolungano al massimo per 5 – 10 minuti o anche di più, in base alla preparazione dell'atleta (in un 5000 il suo contributo è del 13%, mentre in un 10000 scende al 3%). Tuttavia nelle gare di Skyrace ci sono delle situazioni nelle quali si ha una certa produzione di lattato; questo avviene ad esempio nei tratti di salita particolarmente ripidi, oppure nel finale di gara, o ancora quando vi sono dei cambi di ritmo.
Comunque, in allenamento è inutile svolgere grandi moli di esercizi che provocano un massiccio accumulo di lattato, in quanto, la performance da noi inseguita è maggiormente influenzata dal miglioramento del sistema aerobico rispetto a quello anaerobico.
Inoltre, svolgere una quantità eccessiva di allenamenti che stimolano la produzione di notevoli quantità di lattato, su atleti di resistenza, può addirittura ridurne il valore prestativo.