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Le coronarie

Tag: Le coronarie. Articoli, news e approfondimenti che hanno come argomento Le coronarie

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Il nostro cuore è nutrito attraverso 3 vasi (riconducibili a 2), le coronarie, che mantengono la sua funzione costante; a riposo il miocardio (muscoli cardiaco) ha bisogno del 25% di sangue da ognuna, e questa quota può scendere fino al 5% ma oltre si instaura la condizione di ischemia.
Nelle coronarie ci sono delle placche aterosclerotiche che possono avere delle diverse evoluzioni e provocando così specifiche patologie. Nel caso ci sia un bozzo fisso (placca aterosclerotica coperta da endotelio) o stenosi/placca stabile la capacità di sforzo è diminuita; questa placca è capace anche di rompersi e staccarsi dall’endotelio formando così un trombo, e vagando nel circolo sanguigno con il pericolo di occludere il diametro del vaso e provocare un infarto.

Ischemia miocardica

E’ una malattia coronaria che causa una spinta superflua del sangue all’interno dell’apparato circolatorio (squilibrio domanda di sangue dal miocardio/risposta di flusso coronarica). E’ una reazione del cuore al suo stato di acidosi, provocando al suo interno uno squilibrio elettrico chiamato microrientro (l’eccitazione rimbalza da una fibra all’altra non facendo contrarre all’unisono tutte le fibre muscolari cardiache; specificatamente nel ventricolo sinistro).

L’ischemia può provocare o essere provocata da aritmie, un suo segno è il dolore al petto, l’angina pectoris, che viene sempre con la stessa intensità di lavoro (Il dolore anginoso viene anche nei muscoli striati e prende il nome di clauducatio intermitto).
Tramite questo metodo possiamo valutare se la patologia è questa o un’altra, ad esempio con il cicloergometro possiamo utlizzare il protocollo di Bruce: accettato a livello internazionale consta di un aumento di 25 Watts nello sforzo dopo ogni 2’’dell’esercizio.

Sono 7 i caratteri fondamentali del dolore da ischemia miocardica:

  • intensità
  • qualità
  • durata
  • sede anatomica
  • irradiazione
  • circostanze scatenanti
  • circostanze risolventi

Il dolore anginoso avviene specialmente in sede retrosternale ma può essere irradiato anche a livello del mento, della spalla e dell’avambraccio (fino al mignolo) ed eccezionalmente nell’epigastrio, cioè tra l’ombellico e il processo xifoideo; sospende tutte le attività in corso, causa spesso angoscia nel paziente e la sua pericolosità può essere di 3 tipi:

  • Schiacciante, come se avesse un peso quindi un dolore ostruttivo
  • A barra, cioè trasversale
  • A morsa, simile allo schiacciante

L’angina dura quanto la durata dello sforzo (circa 2’’) ma può perdurare anche oltre (fino a 15’’). Le sue circostanze scatenanti riflettono tre possibilità:

  • Freddo
  • Attività fisica
  • Pasto abbondante

A queste si aggiungono le crisi ipertensive e altre patologie. Un tipo di analisi da non effettuare se riscontriamo una patologia ischemica è la coronarografia (serve per vedere solo se la coronaria è chiusa)e la prova da sforzo.

Bibliografia