Asimmetria, infortunio e definizioni
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Asimmetria, infortunio e definizioni

Vengono definite asimmetrie i differenti livelli di forza di uno stesso muscolo nei due arti, di differenze geometriche nello sviluppo delle ossa, di innervazioni o problemi di attivazione muscolare.

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Asimmetria, infortunio e definizioni

Definizione di asimmetria

Possiamo definire le asimmetrie funzionali come deficit di forza esistenti tra agonisti e antagonisti così come ad esempio le differenze di forza tra i due arti inferiori ( Sannicandro et al.,2011). Sarebbe più corretto definire tali asimmetrie, "imbalance", in quanto lo squilibrio riguarda i muscoli agonista e antagonista di uno stesso arto (es. quadricipite e ischio crurali). Vengono invece definite asimmetrie i differenti livelli di forza di uno stesso muscolo nei due arti (Sannicandro et al., 2011). Lo squilibrio muscolare è un termine spesso utilizzato nei campi della riabilitazione e delle prestazioni sportive , indica le differenti prestazioni muscolari tra gli arti ( Schlumberger et al., 2006; Grace, 1985). Tali squilibri bilaterali di forza e potenza muscolare a livello degli arti inferiori oltre ad essere conseguenza di richieste sportive specifiche ( Newton et al.,2006), potrebbe essere il risultato di una precedente lesione (Lawson et al., 2006; Newton et al., 2006; Ferber et al.,2004), di differenze geometriche nello sviluppo delle ossa (Bluestein et al.,1985), di innervazioni neurali ( Lawson et al., 2006; Garry et al., 2004), o problemi di attivazione muscolare ( Lawson et al.,2006) e possono di conseguenza aumentare il rischio di infortunio (Newton et al., 2006; Rahnama and Bambaecichi, 2005).

L'imbalance tra le estremità inferiori è stata inoltre definita come l'incapacità di produrre una forza di contrazione che sia uguale a livello del quadricipite e del tendine del ginocchio, sia nel lato sinistro che nel lato destro. Questo è stato associato a condizioni patologiche dei gruppi muscolari (Gribble and Robinson, 2009; Burkett.,1970;). E' molto importante mantenere il rapporto tra la forza del tendine del ginocchio e il quadricipite e mantenere simmetrica la forza tra il lato destro e sinistro del corpo. Numerosi studi hanno dimostrato che l' asimmetria della forza negli arti inferiori è comune tra i bambini ( Molnar and Alexander, 1974) e adulti ( Askling et al., 2003; Wyatt, MP and Edwards, 1981) e inoltre tali asimmetrie a livello degli arti inferiori sono maggiormente presenti in atleti ben allenati ( Gioftsidou et al., 2008; Newton et al., 2006; Rahnama and Bambaecichi, 2005; Masuda et al., 2003; O¨sterberg et al.,1998;). Flanagan e Harrison( 2007 ) hanno dimostrato attraverso le loro sperimentazioni che gli squilibri muscolari generati da una maggiore rapidità in una gamba, comporteranno un differente salto esplosivo tra i 2 arti.

Di conseguenza, girare velocemente su entrambi i lati, o saltare su una gamba piuttosto che sull'altra, è di fondamentale importanza in un atleta per migliorare la sua prestazione.

La determinazione delle asimmetrie funzionali dell'arto sia nella valutazione delle capacità di forza che in relazione alla capacità di controllo monopodalico costituisce un recente aspetto della valutazione ai fini preventivi negli sport di squadra e in tutti gli sport open skill (Gstottner et al., 2009; Sannicandro, 2008; Impellizzeri et al.,2007; Wong et al., 2007) e ai fini dell'incremento delle performance ( Meylan et al., 2009).

Su questo argomento sono stati effettuati differenti studi e sperimentazioni inerenti al calcio e alla ginnastica artistica ma in realtà alcune delle conclusioni possiamo attribuirle anche a tutti quelli sport in cui, come il calcio, si è costretti a utilizzare differenti valori di forza per eseguire gestualità asimmetriche o per cambiare direzione di corsa. Infatti come il calciatore utilizza preferibilmente un arto per calciare ed un arto per l'appoggio o per il salto monopodalico (Sannicandro et al.,2011), così anche nel tennis per esprimere al meglio la gestualità specifica si andrà a sollecitare in maniera differente i gruppi muscolari nella fase di caricamento e di spinta di un determinato fondamentale (fig A).

tennis infortuni

Il differente comportamento neuromuscolare e biomeccanico tra i due arti oggi è riconosciuto come un potenziale fattore di rischio e richiede uno screening preventivo prima di avviare un giovane alla pratica sportiva ( Sannicandro et al.2011).

E' stato effettuato nel 2010 uno studio sull'asimmetria negli arti inferiori nel tennis, (Sanchis-Moysi et al., 2011) da cui è emerso che a differenza del calcio, il tennis suscita una ipertrofia asimmetrica del muscolo ileopsoas e dei glutei.

Si pensa che questo, anche se non si hanno ancora certezze, potesse aumentare il rischio di lesioni.

Anche se la forza asimmetrica è stata collegata a una varietà di condizioni patologiche, solo pochi gli studi volti ad identificare la presenza di questi deficit . Le ragioni della mancanza di tali studi sono legate agli eccessivi costi dei test che consentono la misurazione di questi squilibri e la necessità di dedicare molto tempo e fatica per condurre tali test.

E' stato effettuato uno studio sull'asimmetria degli arti inferiori nel tennis giovanile. E' emerso, utilizzando semplici test da campo che c'è una asimmetria tra arto dominante e non dominante . Inoltre, la potenza esplosiva e la velocità sono risultate influenzate da questo. Sarebbe infatti opportuno effettuare un monitoraggio di questi fattori regolarmente (si consiglia due volte l'anno) durante. pubertà; di conseguenza l'allenatore può modificare la programmazione per consentire il compensamento degli squilibri. Questo ridurrebbe al minimo i rischi di infortuni durante questo periodo critico (Girard and Millet,2009) Ovviamente l'asimmetria non riguarda esclusivamente gli arti inferiori ma è possibile riscontrarla in molti sport, compreso il tennis, anche nella parte superiore del corpo. Il tennis è uno sport asimmetrico che causa una marcata ipertrofia muscolare nel braccio dominante rispetto al non dominante braccio ( Sanchis-Moysi et al., 2010; Calbet et al., 1998) e che questo adattamento avviene molto presto nella vita ( Sanchis-Moysi et al., 2010). E' stato effettuato un ulteriore studio da cui è emerso che nell'atleta d'elite di tennis è presente un' asimmetria a livello della scapola che può essere una conseguenza normale a causa del dominante uso di uno dei due arti. Tale asimmetria posturale può essere associata a possibili lesioni.

Nei giocatori di tennis e in tutti gli atleti over head, la scapola è risultata più lunga sul lato dominante rispetto al lato non dominante (p, .05). In tutti gli atleti top level, inoltre la scapola sul lato dominante è risultata maggiormente ruotata internamente (P 5 .001) e anteriormente inclinata (P 5.001) rispetto al lato non dominante (Oyama et al.,2008).La valutazione della gestualità del tennista pone molti interrogativi circa l'asimmetria gestuale della disciplina e richiede grande attenzione laddove tale asimmetria gestuale condiziona la postura di alcuni segmenti ossei.

Il servizio è il colpo più importante nel tennis ed è l'unico colpo di cui si ha il totale controllo della palla. Purtroppo però rimane un colpo davvero difficile da eseguire in quanto richiede elevatissime capacità coordinative e rappresenta il colpo per eccellenza più asimmetrico del tennis in quanto ciascun arto svolge contemporaneamente un'azione differente dagli altri (fig. B).

tennis

Il confronto tra arto dominante e arto non dominante nel tennista evidenzia infatti alcune difformità di posizionamento della scapola che raggiungono la significatività statistica ( Oyama et al., 2008) soprattutto se si considera la anteroposizione, la rotazione interna e lo spostamento anteroposteriore.

L' analisi elettromiografia riferita agli interventi muscolari nella gestualità del servizio permette di comprendere l'effettivo impegno richiesto ai muscoli dell'articolazione scapolo-omerale in un movimento che deve essere per motivi tecnico-tattici il più veloce ed esplosivo possibile.

Inoltre durante ogni colpo di tennis, il braccio che sostiene la racchetta è solo l'ultimo anello di una catena cinetica che coinvolge in attivazione sequenziale i muscoli del tronco per causare rotazione del tronco e i movimenti di flessione per facilitare il trasferimento del movimento da gambe e tronco a braccio e racchetta (Elliott, 2006). Ciò implica che il reclutamento dei muscoli del tronco è anche asimmetrico (Chow et al., 2009).

Tuttavia, si può ipotizzare ma non ci sono certezze che il tennis possa suscitare un ulteriore asimmetrica ipertrofia dei muscoli addominali. A tale proposito, un ulteriore studio è stato effettuato con lo scopo di determinare il volumee il grado di asimmetria del muscolo retto addominale (RA) nei giocatori di tennis professionistico, ed è stato notato che il tennis professionistico è associato a una marcata ipertrofia del muscolo retto addominale. Ipertrofia che raggiunge un volume che è del 58% maggiore rispetto ai controlli rappresentati da soggetti sedentari. Inoltre tale del muscolo retto dell'addome è più marcato nel settore non dominante rispetto al lato dominante, in particolare nelle regioni più distali. Anche Roetert et al. (Roetert et al.,1996) testando giocatori juniores di elite hanno riscontrato una maggiore forza reale negli addominali e flessori del tronco rispetto con gli estensori. Resta da determinare se questo squilibrio possa aumenta il rischio di lesioni. Tale squilibrio è stato però considerato, da alcuni ricercatori, una delle cause dell'insorgenza, nel tennista, di problematiche a carico del tratto lombare (Alyas et al., 2007; Hutchinson et al.,1995).