Epidemiologia nello sport scolastico e nell'avviamento
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Epidemiologia nello sport scolastico e nell'avviamento

Il 56% (1049 su 1866 casi) di casi di morte improvvisa è dovuta a problemi cardiovascolari. La sindrome di Brugada conta lo 0,2% dei casi di morte cardiaca improvvisa con causa nota.

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Epidemiologia nello sport scolastico e nell'avviamento

Il numero degli adolescenti che pratica sport negli Stati Uniti è in costante crescita negli ultimi 20 anni (Howard et al.,2010). Questo incremento è incoraggiante se si pensa alla forte obesità infantile diffusa negli Stati Uniti. D'altra parte è inevitabile che con l'aumento del numero degli sportivi aumenti anche il numero delle lesioni da sport (Flegal, 2005; Whitlock et al., 2005). Si stimano circa 2.000.000 di feriti all'anno tra gli atleti delle scuole superiori negli U.S.A. (Powell et al,1997,1995; Haddon et al., 1962). Gli studi si concentrano soprattutto sugli adolescenti tra i 13 e i 18 anni (Caine et al., 2006). Da una ricerca fatta tra il 1995 e il 1997 è emerso che il tasso di lesioni alla testa, al collo e alla colonna vertebrale è più elevato nel calcio maschile e nel wrestling (Powell et al., 1999); inoltre su un campione di 6313 studenti tra i 15 e i 18 anni ha dimostrato che il 19,9% ha avuto problemi dentali, e circa un terzo di questi casi (30,8%) è stato causato da attività sportive (Huang et al., 2009); tra luglio 2000 e giugno 2001 è stato calcolato che circa 4.300.000 casi di ferite al viso e alla testa da sport si sono presentati nei reparti di emergenza negli Stati Uniti (.Centers for Diease Control and Prevention, 2000). La percentuale più alta delle ferite di sportivi maschili e femminili è stata rilevata nella fascia di età tra i 10 e i 14 anni (maschile: 75 su 1000 – femminile: 36 su 1000) (Centers for Diease Control and Prevention, 2001). Il centro di controllo e prevenzione delle malattie negli Stati Uniti riporta che ogni anno vengono portate al pronto soccorso 200.000 atleti con commozioni celebrali ed il 65% di questi pazienti ha tra i 5 e i 18 anni (Centers for Disease Control and Prevention, 2010). Circa due terzi di questi sono ciclisti, calciatori, giocatori di pallacanestro o semplicemente reduci d'attività nei parco giochi (Centers for Disease Control and Prevention, 2010). Altri sport che possono provocare incidenti come commozioni celebrali sono il basketball, pattinaggio, football americano il wrestling (Grindel, 2003; Koh et al.,2003). Dal 2005 il 7,9% di tutti i casi di lesioni al midollo spinale negli Stati Uniti sono legati allo sport (National Spinal Cord Injury Statistical Center, 2010). Lo sport è la quarta causa di questo tipo di lesione dopo gli incidenti automobilistici, le cadute e la violenza (National Spinal Cord Injury Statistical Center, 2010). Gli sport che comportano i maggiori rischi di lesioni gravi al midollo spinale sono il baseball, calcio, ace hockey, rugby, sci, snowboarding e wrestilng (Boden and Jarvis, 2008; Boden and Prior, 2005).

L'associazione cardiaca americana ha riesaminato 1866 casi di morte improvvisa tra atleti da i 39 in giù verificatesi tra il 1980 e il 2006 (Maron et al.,2009). Il 56% (1049 su 1866 casi) di casi di morte improvvisa è dovuta a problemi cardiovascolari (Maron et al.,2009). La morte cardiaca improvvisa è spesso definita come morte entro un'ora dalla comparsa dei sintomi cardiaci in un individuo che non ha mai avuto patologie cardiovascolari prima di allora (Borjesson and Pelliccia, 2009). Nelle scuole superiori, l'incidenza della morte cardiaca improvvisa tra gli atleti tre i 12 e i 19 anni è di 0,66 su 100.000 all'anno (Van Camp et al., 1995). È interessante notare che gli atleti maschi corrono il rischio cinque volte maggiore rispetto alla loro controparte femminile (Van Camp et al., 1995). Anche se la morte improvvisa avviene attribuita a cause cardiovascolari, la causa cardiovascolare specifica è scoperta solo nel 66% dei casi (Maron et al.,2009) La cardiomiopatia ipertrofica è la causa più comune (36%) della morte cardiaca improvvisa degli atleti americani inferiori ai 40 anni di età (Maron et al.,2009) . E' una malformazione cardiaca primitiva a carattere familiare con espressione eterogenea e decorso clinico variabile, in relazione alle diverse alterazioni nei geni. La MCI è rara: colpisce circa lo 0.2% della popolazione generale, con una lieve prevalenza nel sesso maschile e nella razza (Maron et al.,2009). La diagnosi clinica di MCI è basata su caratteristiche morfologiche caratterizzate da un ispessimento parietale spesso asimmetrico del ventricolo sinistro, in presenza di diametrie normali ed in assenza di altre patologie cardiache o sistemiche responsabili dell'ipertrofia (ipertensione arteriosa, stenosi aortica). La seconda causa più comune di morte improvvisa negli atleti americani è rappresentata dalle anomalie dell'arteria coronaria (Maron et al., 2009). Altre due cause, se pur rare, della morte cardiaca improvvisa sono la Commotio Cordis e la sindrome di Brugada (Maron et al., 2009). La Commotio Cordis è una condizione in cui si accusa un brusco colpo al torace in corrispondenza del cuore, può provocare un arresto cardiaco e/o la morte cardiaca improvvisa(Maron et al.,2009) . Tale patologia conta il 3% di casi di morte improvvisa con causa nota. La sindrome di Brugada è una malattia aritmogena geneticamente trasmessa che causa sincope o morte cardiaca improssiva in pazienti giovani con uore strutturalmente sana. La sindrome di Brugada conta lo 0,2% dei casi di morte cardiaca improvvisa con causa nota (Maron et al.,2009).

Da ulteriori studi è emerso che l'estremità inferiore durante l'attività sportiva è colpita da ogni tipo di lesione (53%) (Sytema et al., 2010). Infatti tra il 1996 e il 2006, è stato rilevato che negli sport open skill, in cui sono richiesti continui spostamenti, cambi di direzione e salti (pallavolo, calcio,basket,tennis), le parti del corpo maggiormente colpite da lesioni sono le estremità inferiori, soprattutto le ginocchia e le caviglie. Risultano essere maggiormente colpiti da lesioni a carico delle strutture delle estremità inferiori gli atleti dai 15 anni in su, invece gli atleti con età inferiore ai 14 anni risultano andare maggiormente incontro a lesioni a carico delle strutture degli arti superiori (Sytema et al.,, 2010).

Esaminando tutti gli sport in svariati paesi, la caviglia risulta altri traumi che interessano gli arti inferiori è sempre più evidente la maggiore vulnerabilità del ginocchio in giovani calciatori di sesso femminile(Lerch et al.,2011) e inoltre è risultato che la rottura del legamento crociato interessa maggiormente le atlete del calcio e della pallavolo (Prodromos et al., 2007) e tale rischio aumenta di 2-7 volte dopo la pubertà rispetto ai maschi (Magnusdottir et al., 2011). Studi epidemiologici hanno però mostrato un' altissima incidenza di lesioni al legamento crociato anteriore tra giovani sciatori di sci alpino agonistico. Infatti da uno studio durato 10 anni(dal 1996 al 2006) è emerso che 57 sono stati i casi di lesione al crociato anteriore (Raschner et al.;2011). Il tasso di lesione nelle ragazze è 2,1 volte maggiore rispetto ai ragazzi. Le fratture delle estremità inferiori più comuni negli sport (specie calcio maschile e femminile) riguardano la tibia e la fibula e il quinto dito dei piedi (Sytema et al., 2010).

Secondo uno studio americano svolto nell'arco di 10 anni su giovani atleti sotto i 16 anni di discipline sportive che prevedono l'esecuzione di gesti tecnici che vengono eseguiti al di sopra della linea delle spalle o addirittura della testa, il 15% delle lesioni coinvolge l'estremità superiore del corpo (Andrish et al.,1990). Tra queste lesioni circa la metà sono a carico dell'articolazione scapolo-omerale (45%) (Andrish et al.,1990). Nello specifico, da uno studio svedese durato due anni e svolto su giocatori di tennis infantili (età media 16 anni) è emerso che le lesioni alla cuffia dei rotatori rappresentano la terza patologia più diffusa tra questi atleti con l'isorgenza di conseguenza di un conflitto sotto acromiale (Hjelm et al., 2010), mentre sono state riscontrate, con una frequenza pari al 5% o meno nei calciatori, del 2,6% nel rugby,del 5% nello snowboarding, dall'1,5 al 3%nello sci e tra il 2 e 6%nell'ice hockey, le lesioni al gomito (Magra et al., 2007). Altre lesioni molto frequente negli sport che richiedono ripetuti movimenti di flesso- estensione degli arti superiori sono l'epicondinite laterale e l'epitrocleite ( diffuse specialmente nel tennis e nella scherma) (Grassi et al., 2007). Dalle varie pubblicazioni è emerso che le fratture rappresentano la IV diagnosi più comune tra gli atleti delle scuole superiori americane, dopo le distorsioni ai tendini, legamenti, strappi muscolare e contusioni (Swenson et al., 2010). Di nove sport esaminati, i calciatori sono maggiormente esposti a rischio di fratture, seguiti dai wrestler e dai giocati di football americano. Mentre la minore frequenze di fratture si riscontra nella pallavolo femminile. Secondo i dati riscontrati dagli studi fatti su tutti gli sport la mano sarebbe la parte del corpo più colpita da fratture(28,3%) insieme al polso(10,4%) (Swenson et al., 2010). A conferma di ciò un recente studio britannico ha messo in evidenza come, nell'arco di 12 mesi, su 408 casi di fratture in giovani sportivi tra i 10 e i 19 anni, le parti del corpo maggiormente colpite sono risultate essere le falangi (28,7%)e il metacarpo (12,7%) (Swenson et al., 2010). Inoltre, negli adolescenti, il disco epifisario è più debole dei legamenti circostanti, per questo i bambini sono predisposti alle lesioni dell'epifisi, mentre dopo la pubertà sono più frequenti le lesioni ai tendini e ai legamenti (Gill et al., 1996).

I dati provenienti dalla letteratura pediatrica indicano un rischio relativamente basso di lesioni nei bambini e negli adolescenti che effettuano sedute di allenamento di sollevamento pesi adeguate all'età (Faigenbaum, Myer, 2010; Malina,2006). Risulta comunque fondamentale essere consapevoli delle possibilità di lesioni a cui un giovane potrebbe andare incontro e conoscere esercitazioni preventive per cercare di ridurre il rischio di infortunio. Alcuni Autori hanno riferito come il tronco fosse la parte del corpo maggiormente colpita sia nelle ragazze sia nei ragazzi di età compresa tra i 14 e 30 anni (Quatman et al.,2009). A sostegno di questo studio, altre osservazioni hanno riferito che il mal di schiena è stato l'infortunio più frequente nei sollevatori adolescenti (Risser et al.,1990; Brown and Kimball, 1983; Brady et al,1982 ). L'attività sportiva agonistica risulta essere quindi un importante fattore di rischio per l'insorgenza di problematiche non solo a carico della colonna vertebrale ma anche del collo, delle spalle durante il periodo adolescenziale ( Watson et al.,2003; Jones et al.,2003; Kovacs et al.,2003; Vikat et al.,2000; Kujala t al., 1999; Newcomer et al.,1996; Balague et al.,1994; Balague et al.,1988; Jackson et al.,1976).

Tra gli sport che, a causa di un eccessivo sovraccarico di specifiche regioni anatomiche come il collo, la colonna vertebrale e la spalla, comportano danni strutturali della colonna vertebrale come spondilosi e spondilolistesi ritroviamo la ginnastica, il giavellotto e la lotta (Hutchinson, 1999; Goldstein et al.,199; Sward et al.,1990; Jackson et al.,1976). Risultano essere pochi gli studi effettuati sull'associazione tra la partecipazione a diversi sport e l'insorgenza di dolori al collo, alle spalle e alla colonna vertebrale ( Mogensen et al.,2007; Bejia et al.,2005; Sjivola et al.,2004; Niemi et al.,1996; Sjivola et al.,1996; Balague et al.,1994; Balague et al.,1988).