Infortuni nello sport: definizione
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Infortuni nello sport: definizione

Classificazione degli infortuni in base alla durata. Classificazione della gravità degli infortuni. Classificazione degli infortuni senza effetti a lungo termine. Definizioni di causa di infortunio. Principali infortuni

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Infortuni nello sport: definizione

È piuttosto difficile descrivere in cosa consista un infortunio sportivo perché, finora, la quantificazione degli infortuni sportivi ha risentito eccessivamente del punto di vista clinico: eziologia e diagnosi sono aspetti che hanno ancora un ruolo prioritario sia rispetto alla quantificazione della gravità di un infortunio, sia rispetto all'analisi di eventuali correlazioni tra tipologia di mezzi allenanti selezionati e tipologia di trauma (Sannicandro et al., 2011, 2009).

In alcuni studi vengono definiti infortuni solo quegli eventi che necessitano di cure mediche (Schafle et al.,1990), mentre altri Autori mettono in evidenza che un infortunio per essere considerato tale, deve determinare un "intervento terapeutico e il riposo per almeno una settimana" (Ekstrand, Gillquist, 1983 a,b,c) o "periodo di inabilità alla pratica sportiva" (Lorentzon et al.1988; Albert 1983; Sullivan et al.1980). L'aspetto fondamentale della maggior parte degli infortuni è legato agli effetti che questi provocano sulla prestazione agonistica e sulle sessioni d'allenamento. Di conseguenza viene definito infortunio quella lesione che impedisce all'atleta la completa e piena partecipazione ad una seduta d'allenamento o ad un match (Fuller et al.,2006; McLennan,1990, Watson,1993; Ekstrand, 1982).

Bisognerebbe considerare anche la gravità dell'infortunio (Van Mechelen et al., 1992) che viene solitamente misurata in base al numero di giorni di assenza dalla partecipazione sportiva (Arnason et al.,2004; Andersen et al.,2004; Hawkins et al.,2001; Junge et al.,2000; Hawkins, Fuller1999 Luthje et al.,1996; Engstrom et al.,1990; Nielsen, Yde, 1989; Ekstrand, Gillquist,1983).

Gli infortuni vengono classificati in base alla durata dell'assenza dalle sessioni di allenamento e dagli incontri in quattro categorie (Fuller et al.,2006):

  • Lievi (1/3giorni di assenza)
  • Minori (4/7 giorni di assenza)
  • Moderati (8/28 giorni di assenza)
  • Maggiori (>di 28 giorni di assenza) compreso il giorno dell'infortunio

La gravità degli infortuni, inoltre viene valutata considerando gli effetti di questi sull'atleta con i seguenti criteri:

  • Grado e natura dell'invalidità
  • Implicazioni a lungo termine per la salute dell'atleta
  • Complessità del trattamento necessario
  • Costo del trattamento e del periodo di convalescenza e recupero

Gli infortuni sportivi che non hanno comportato effetti a lungo termine vengono inoltre classificati in base a:

  • Giornate di degenza ospedaliera
  • Giornate di astensione dall'allenamento e dall'attività agonistica
  • Giornate caratterizzate da limitazioni dell'attività fisica

Le lesioni inoltre vengono classificate in base alla causa di lesione e ciò permette di studiare le misure preventive.

A tale proposito sono state proposte le seguenti definizioni di causa di infortunio (Williams, 1980):

  • Estrinseche: dovute ad un evento di estrema violenza
  • Intrinseche: dovute alle sollecitazioni a cui l'individuo è sottoposto

Inoltre una lesione può essere considerata "acuta" o da "sovraccarico".

Viene definita acuta quando è il risultato di un singolo, improvviso evento traumatico che si realizza quando il muscolo viene disteso improvvisamente mentre viene definita da sovraccarico funzionale quando si sviluppa gradualmente, nel corso di un periodo prolungato d'impiego del segmento corporeo che risulterà insultato (Sannicandro, 2009; Taimela et al., 1990).

Fattori intrinseci

Tra i fattori intrinseci che aumentano il rischio di lesione ritroviamo l'età e il sesso. Inoltre è stato dimostrato che gli atleti alti o in sovrappeso sono più facilmente soggetti ad infortuni (Nicholl et al.,1992; Taimela et al.,1990; Lijsens, 1987; Watson 1986). Sempre tra i fattori intrinseci ritroviamo affezioni cliniche come asma, diabete, epilessia, ma anche malattie di breve durata (temperatura corporea elevata), infortuni pregressi (recidiva), lassità legamentosa, l'inesperienza tecnica, fattori psicologici infatti la mancanza di cautela e un basso grado di ansia portano ad agire in modo più rischioso e possono provocare incidenti ed infortuni (Bouter 1987; Lijsens, 1986). Inoltre in questa categoria viene inserito lo sviluppo muscolare; si è dimostrato, infatti, che adeguati livelli di forza statica riducono la possibilità di lesioni(Van Vulpen, 1989; Lijsens,1986), l'elasticità muscolare e il bilanciamento muscolare. Infatti l'imbalance tra agonisti e antagonisti predispone a distrazioni muscolari del gruppo più debole (Poulmedis, 1989; Burkett, 1970). Infine, ma non per questo risultano meno importanti, fattori come la resistenza, la forza esplosiva, la postura, l'allenamento e il warm- up prima della competizione. Per quanto riguarda la forza esplosiva, in uno studio è stato dimostrato che soggetti dotati di elevati livelli di forza esplosiva sono sottoposti più frequentemente a lesioni acute rispetto a quelli con più bassi livelli (Lijsens, 1986).

Gli allenamenti inadeguati (intensità troppo elevata o prolungata, insufficiente riposo, errori tecnici) rappresentano la causa principale di lesione da sovraccarico.

Fattori estrinseci

Tra i fattori estrinseci ritroviamo invece l'utilizzo di calzature e equipaggiamento sportivo inadeguato, superfici di gioco scivolose con un basso o alto coefficiente d'attrito, condizioni climatiche e gli avversari. Infatti il gioco pericoloso risulta essere responsabile di un terzo delle lesioni che insorgono maggiormente nel gioco del calcio (Keller et al.,1987; Ekstrand and Gillquist,1983a). Le lesioni più gravi avvengono a causa di una certa discrepanza di età, taglia, maturità fisica ed esperienza agonistica tra gli avversari. Ulteriori fattori di rischio sono rappresentati dalla scarsa illuminazione, acustica scadente, presenza di vetri, ostacoli, cartelloni pubblicitari e spettatori (Watson, 1995).

La maggior parte delle lesioni sono state riscontrate in corrisponda delle parti molli dell'apparato locomotore (muscoli, tendini e legamenti) fino ad arrivare a colpire articolazioni e ossa; proprio per questo gli atleti dovrebbero prestare maggiore attenzione alla prevenzione degli infortuni sportivi.

Da una sperimentazione effettuata (Majewski et al., 2006) in cui sono stati presi in considerazione 19.530 pazienti con lesioni sportive è emerso che 7769 ovvero il 39,8% dei pazienti con lesioni presentavano lesioni a carico del ginocchio (tabella 1).

N %
Lesioni interne al ginocchio 3482 44.82
Distorsioni 2632 33.88
Lesioni cartilaginee 826 10.63
Contusioni 426 5.48
Dislocation 256 3.30
Fratture 74 0.95
Ferite alla cute 51 0.66
Lesioni tendinee 15 0.19
Lesioni muscolari 6 0.08
Non specificato 1 0.01
TOTALE 7769 100
Tabella 1