Modello di prestazione nel tennis assoluto
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Modello di prestazione nel tennis assoluto

Il tennis è uno sport ricreativo che può essere praticato da persone con qualsiasi abilità di gioco. Il ritmo di esecuzione attuale dei vari fondamentali è veloce ed esplosivo, e l'accelerazione è una componente importante di molti sport, in particolare n

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Modello di prestazione nel tennis assoluto

Oggi, il tennis è uno sport competitivo, attrae milioni di giocatori e tifosi di tutto il mondo. Il tennis è uno sport ricreativo che può essere praticato da persone con qualsiasi abilità di gioco, è uno sport individuale, una disciplina open skill e di tipo intermittente. Il tennis infatti fa parte di questa categoria di attività in relazione all'alternanza di fasi di gioco a impegno metabolico di tipo prevalentemente anaerobico (servizio, smash, veloci spostamenti sul campo),di movimenti in cui prevale un impegno metabolico di tipo aerobico (fasi giocate a ritmo blando, pause) e di fasi di recupero fissati dal regolamento pari a 20 sec tra i punti, 90 sec ogni 2 game e 120 sec tra i set (Rossi et Serpiello, 2009; Rossi et al., 2007; Kovacs, 2007 ;Fernandez et al., 2006; Richers, 1995).

Tutti questi tempi di recupero sono controllati dalla Federazione Internazionale di Tennis che stabilisce un tempo minimo e massimo di riposo (International Tennis Federation, 2002) .

Il tennis è stato descritto come un esercizio fisico di intensità moderata e privo di elevati livelli di acidosi (Bergeron et al., 1991 ).

E' uno sport in continua evoluzione da un punto di vista tecnico tattico (Smekal et al., 2000; Vergauwen et al., 1998); è uno sport esplosivo, un gioco veloce che richiede movimenti precisi, e per essere competitivi e di successo è necessaria una miscela di velocità, flessibilità, forza muscolare (Konig et al., 2001; Muller et al., 2000), agilità, e potenza (Cohen, 1994) combinate con medio- elevata capacità aerobica (Konig et al., 2000; Roetert et al., 1992)., coordinazione, forza esplosiva e padronanza strategica . Infatti il giocatore è tenuto ad effettuare una rapidissima elaborazione percettivo- motoria e in rapidissimi tempi eseguire una combinazione di colpi precisi ed efficaci.(Cooke, K and Davey, 2005; Ferrauti, et al., 2001).

Il ritmo di esecuzione attuale dei vari fondamentali è veloce ed esplosivo infatti sono ad esempio molti i giocatori che servono ad una velocità di 210 km/h(Kovacs, 2007). Per queste ragioni i giocatori necessitano di livelli più alti di idoneità fisica (Parsons and Jones, 1998).

La generazione di energia, o nello specifico, la velocità di palla, è un fattore determinante nel tennis d'elite (Pugh et al., 2003). La potenza meccanica è comunemente espressa attraverso la combinazione di forza e velocità (Kawamori and Haff, 2004). I colpi potenti sono probabilmente il risultato di una combinazione di forza, coordinazione, flessibilità e tecnica.(Pugh et al., 2003).

Svolge un ruolo fondamentale durante l'esecuzione dei colpi tennistici la rotazione del tronco che consente la produzione di una maggiore velocità di palla (Reid, 2006). Infatti Ellenbecker et al.,(Ellenbecker et al., 2004; Roetert et al., 2004) hanno dimostrato che il movimento di rotazione e di flessione del tronco nei giocatori junior d'elite è significativamente e positivamente allenabile eseguendo dritti e rovesci con la palla medica. In uno sport di situazione come questo, rivestono particolare importanza le componenti cognitive e i processi psicologici. I giocatori devono mostrare reattività, capacità di anticipazione, processi decisionali e capacità mentale per affrontare la fatica e le conseguenti pressioni tipiche di un match.

(Hornery et al., 2007). Fondamentali risultano essere anche le competenze tecnico- tattiche specifiche negli "sport racchetta" come il tennis (capacità di gestione racchetta e pallina).

(Smekal et al., 2001), infatti i giocatori dedicano una grande quantità di tempo per migliorare la loro capacità tecnica e tattica, e, per esempio, nel caso di giocatori d'elite , la federazione internazionale raccomanda 15-20 ore di allenamento tecnico a settimana per conseguire elevati livelli competitivi (Crespo et al., 1998).

L'accelerazione è una componente importante di molti sport, in particolare nel tennis, inoltre importanti e determinanti nella performance risultano essere il tempo di reazione, la rapidità, la velocità su brevi distanze, la capacità di cambiare direzione velocemente, e gli spostamenti laterali (Muller et al., 2000; Parson and Jones, 1998).

In realtà, i giocatori di tennis spendono il 48% del tempo in movimenti laterali (Parson and Jones, 1998).

Il primo passo laterale rapido e veloce è essenziale per riuscire recuperare palle lontane o per ritornare rapidamente in posizione di "partenza" per continuare l'azione di gioco. Secondo Parsons e Jones,''il movimento laterale è fondamentale quando si deve reagire immediatamente e cambiare direzione''(Parson and Jones, 1998).

Così, non sorprende che le associazioni di tennis hanno incluso movimenti laterali tra i test contenuti nei vari protocolli per valutare i livelli di forma fisica dei giocatori (Roetert et al., 1996; Ferrauti et al., 1997; Mccarthy, 1998; Parson and Jones, 1998; Roetert and Ellenbecker, 2007; Roetert et al., 1996) . E' pertanto ipotizzabile che migliorare la capacità di eseguire rapidamente i movimenti laterali su entrambi i lati possa comportare miglioramenti nella prestazione.

Bos et al. hanno riferito che in un giocatore di tennis, i deficit della capacità di reazione e i deficit negli spostamenti laterali dovrebbero essere presi seriamente in considerazione in programmi di allenamento e, se possibile, corretti (Bos et al., 1994).

Bos et al. hanno rilevato che il deficit tra i 2 lati era minore negli atleti d'elite. Questa scoperta è in linea con Hotz et al., il quale ha affermato che un atleta di successo dovrebbe essere in grado di reagire e passare ugualmente bene da entrambe le parti(Hotz, 1990).

Miglioramenti nella velocità del movimento laterale inoltre può essere attribuito ad un aumento della forza (Ferrauti and Fust, 1997) quindi, sarebbe necessario proporre una programmazione volta a migliorare la forza della gamba principalmente responsabile del movimento verso il lato "lento".

La capacità di un giocatore di tennis di reagire rapidamente è fondamentale per rispondere con successo alle palle specialmente nel momento di ricezione al servizio. La capacità di reazione / tempo di risposta dipende molto dal sistema nervoso centrale e dagli stimoli sensoriali e da propriocettori. Infatti l'allenamento pliometrico induce un adattamento favorevole del sistema sensomotorio e migliora la propriocezione (Swanik et al., 2002).

La durata media di una fase di gioco è tra i 5-6", con una grande variabilità dovuta alla superficie di gioco, al tipo e livello dei giocatori; si passa da durate inferiori ai 2", per esempio nei casi di ace; servizio e risposta; scambi tra giocatori attaccanti su superfici rapide; a durate superiore ai 15" nei casi in cui si verificano scambi tra giocatori di tipo difensivo su terra rossa (Fernandez. Fernandez et al., 2007; Hornery et al., 2007; Mendez-Villanueva et al., 2007; Fernandez et al., 2006; Kovacs, 2006; Girard and Millet, 2004; 24Reilly and Palmer, 2004; Smekal et al., 2001 ; O' Donoghue and Ingram, 2001 ; Christmass et al., 1998; Elliott et al., 1985).

Durante i tornei del Grande Slam, è stato osservato che nei giocatori Top Level il tempo medio per punto è pari a 5,2 ± 4,1sec (O'Donoghue et al., 2001) mentre nelle giocatrici il tempo medio per punto risulta essere solo di 7,1 ± 2,0sec (O'Donoghue and Ingram, 2001).

Il tempo medio di recupero tra i punti invece nel giocatore adulto è pari a 16,8 ± 0,2 sec.

La durata di un incontro può variare da meno di un'ora (juniores) a più di cinque (Chistmass et al., 1998) in match maschili di tornei dello Slam o Coppa Davis, con un tempo effettivo, calcolato come percentuale del tempo totale giocato in un match, pari al 20-30% sulla terra battuta e 10-15% su superfici veloci (Fernandez- Fernandez et al.,2007; Ferrauti et al., 2003; Smekal eta al., 2001; Chistmass et al., 1998).

In ogni incontro, durante un punto, il tennista è chiamato a sostenere uno sforzo solitamente submassimale con spostamenti laterali e diagonali continui (più raramente frontali), che si realizzano con sequenze di accelerazioni, decelerazioni e scivolamenti, passi rapidi e cambi di direzione (mediamente, quattro cambi di direzione per punto (Ferna´ndez Ferna´ndez et al.,2009; Murias et al., 2007; Deutsch et al., 1998), percorrendo una distanza media di 3 m per colpo(Weber, 2001 ); effettuando una media di 2,5-3 colpi per punto, secondo lo stile di gioco, il tipo di palla, la superficie, il sesso e la tattica(Fernandez-Fernandez et al., 2007; Mendez-Villanueva et al., 2007; Fernandez et al., 2006; Smekal et al., 2001; Christmass et al., 1998) , il totale della distanza percorsa sarà circa di 8-12 m per punto, e quindi da 1.300 m a 3.600m ogni ora di gioco in base ovviamente al livello di gioco e al tipo di giocatore (livello amatoriale o avanzato) e in base alla superficie (lenta o veloce) di gioco (Fernàndez Fernàndez et al.,2009, Murias et al., 2007; Deutsch et al., 1998) Approssimativamente possiamo dire che un giocatore esegue 1000 scatti e percorre circa 3 km.

Effettua 300- 500 sforzi di alta intensità, con spostamenti che per l'80% deicasi rimangono in un raggio di 2,5 m dalla posizione di attesa e nel 15 % dei casi tra 2,5 m e 5 m (Rossi et al., 2007; Fernandez et al., 2006; Parson and Jones, 1998).

Da uno studio effettuato su atleti Top Level, emerge che nel singolare femminile i punti da fondocampo con scambi prolungati e continui movimenti in attesa dell'errore dell'avversario, sono il 52,8 ± 12,4% rispetto al 28,6 ± 19% rilevato in ambito maschile (O'Donoghue and Ingram, 2001). L'evoluzione a cui è andato incontro il tennis negli ultimi 20 anni ha portato ad un aumentato interesse per la ricerca, e diversi gruppi (; Filaire et al.,2009; Girard and Millet, 2008; Kovacs, 2008; Morante and Brotherhood, 2008; Hornery et al., 2007; Hornery et al., 2007; Ellenbecker et al., 2007; Mendez-Villanueva et al., 2007; Girard et al., 2006; Bergeron et al., 2006; Ko¨nig et al., 2000; Baron et al., 1992) hanno lavorato per comprendere ulteriormente l'interazione tra lo sport e le diverse discipline scientifiche (per esempio, la biomeccanica, fisiologia) e le prestazioni nel tennis.

Per la descrizione e l'analisi di un qualsiasi sport, ma in particolare per gli sport di situazione individuali o di squadra che presentano un impegno aerobico- anaerobico alternato, viene utilizzata la Match-analysis. La match-analysis si giunge a definire il modello funzionale dello sport con cui si intende la descrizione delle variabili fisiologiche e biomeccaniche della disciplina sportiva (Rossi et al., 2007).

Sono stati realizzati numerosi studi volti a comprendere le esigenze fisiche e fisiologiche di questo specifico sport e altrettanti volti fornire informazioni utili e necessarie per un allenamento efficace che può giovare senz'altro la prestazione.

Precedenti ricerche hanno dimostrato che durante una partita di tennis, il gioco può essere alterato da diversi fattori intrinseci allo sport, come il tipo di superfici (terra ,green set), sesso, diversi comportamenti tattici (attaccando o difendendo) e da stress termico (Morante and Brotherhood, 2008; Hornery et al., 2007;O'Donoghue et al., 2001; Smekal et al., 2001). Tutte queste variabili possono influenzare il match così come la fisiologia individuale.

Tennisti professionisti si spostano in tutto il mondo per partecipare alle numerose competizioni organizzate e sono quindi abituati a giocare tornei in successione su superfici differenti. La Federazione internazionale di tennis (International Tennis Federation. 2009) classifica le superfici di gioco in 5 categorie in base al ritmo di gioco: lento, medio-lento, medio, medio-veloce, e veloce. È ben noto che la tipologia di superficie influenza il rimbalzo della la palla da tennis e di conseguenza la sua velocità (Groppel and Roetert, 1992). Il ritmo dipende dall'attrito tra la palla e la di superficie di gioco (coefficiente di attrito) e dal coefficiente di restituzione. Superfici più lente, come la terra battuta , sono caratterizzate da maggiore attrito, ciò di conseguenza si traduce in un moderato rimbalzo della palla, che dà al giocatore più tempo per prepararsi a colpire rispetto a quando gioca su superfici dure(Haake et al., 2003) quindi un rimbalzo più alto e dolce e una riduzione della velocità di palla (Brody, 1987).

E'stato realizzato un ulteriore studio, (Fernandez- Fernandez et al., 2010) con lo scopo di esaminare come la superficie di gioco (terra o tappeto) possa influenzare le caratteristiche (ad esempio, velocità di palla, pressione in esecuzione, le risposte fisiologiche) di una sessione di allenamento di tennis. La conclusione principale dello studio è che non è stata trovata alcuna influenza significativa della superficie di gioco in una qualsiasi delle variabili analizzate, come suggerito in precedenti ricerche (Muria set al., 2007; Morante and Brotherhood, 2006; Girard and Millet, 2004).

E' emerso che giocare su superfici di gioco differenti comporta l'utilizzo di diversi schemi di movimento e la differente sollecitazione delle articolazioni degli arti inferiori, pertanto comporta differenze cinetiche importanti. Infatti, Verstegen (Verstegen, 2003) suggerisce che durante il periodo di formazione i muscoli dei giocatori dovrebbero essere allenati in maniera tale da essere in grado di generare forze durante i diversi livelli di movimento e in base alla specificità della superficie di gioco.