L'attivazione neuro-muscolare nei salti e nei cambi di direzione
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L'attivazione neuro-muscolare nei salti e nei cambi di direzione

Esiste una differenza di genere anche nell'attivazione neuromuscolare nei salti e nei cambi di direzione, momenti critici per il legamento crociato anteriore. L'attivazione neuromuscolare in caso di sidestep cut e crossover cut

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L'attivazione neuro-muscolare nei salti e nei cambi di direzione

Gli stabilizzatori principali dell'articolazione del ginocchio sono rappresentati dai flessori e dagli estensori, i quali sono in grado di influenzare lo stress a cui è sottoposto il legamento crociato, offrendo la maggior parte del supporto nei movimenti in varo / valgo che si susseguono durante l'attività sportiva, e di fornire un'importante linea di difesa alla traslazione anteriore della tibia rispetto al femore.

Al fine di comprendere le differenti strategie di attivazione dei muscoli flessori / estensori, andiamo ad evidenziare innanzitutto quali sono questi muscoli che, se opportunamente co-attivati, costituiscono una importante forma di difesa.

Per i movimenti in valgo, le linee di difesa attive sono rappresentate dal sartorio, gracile e semitendinoso, mentre i principali oppositori ai movimenti in varo sono il tensore della fascia lata e il grande e medio gluteo.

Per ciò che riguarda invece i muscoli che concorrono alla difesa del cassetto anteriore, troviamo gli ischiocrurali (bicipite femorale, semitendinoso e semimembranoso), gastrocnemio, popliteo, sartorio e gracile. Solo l'azione sinergica e collaborativa (co-attivazione) di questi distretti muscolari con il muscolo quadricipite

può garantire la massima stabilità dell'articolazione del ginocchio1

È proprio a questo livello di attivazione che si verifica l'errato rapporto flessori / estensori che rende la donna più incline alla lesione, in quanto essa risulta attivare maggiormente i muscoli estensori, diminuendo così l'azione di difesa degli ischiocrurali. Sono state presa in esame 2 principale situazioni di gioco potenzialmente "pericolose": i salti e i cambi di direzione.

I salti

I movimenti potenzialmente pericolosi sono riconducibili alle 2 fasi che vanno a costituire l'azione di salto, ovvero la fase di caricamento e la fase di atterraggio. Durante la prima fase, in cui si verifica una flessione delle gambe più o meno significativa a seconda della finalità dell'azione di salto, la donna, rispetto all'uomo sembra attivare maggiormente e precocemente il vasto laterale e il vasto mediale, al cospetto dei flessori, e questa mancanza di timing nella co-attivazione dei muscoli anteriori e posteriori, fa si che il modello di attivazione ideale per la stabilità del ginocchio, caratterizzato dalla sintonia del quadricipite e degli ischiocrurali, non viene rispettato, esponendo la donna ad un significativo aumento del carico sul legamento crociato, aumentando così la possibilità di traslazione anteriore.

Per quanto riguarda la fase di atterraggio, la donna risulta attivare maggiormente i muscoli del compartimento laterale, sia flessori che estensori, rispetto alla porzione mediale.

Questa errata distribuzione del carico (laterale / mediale), associata ad errati tempi di co-attivazione flessori / estensori, diminuisce l'abilità della donna di far fronte alle

eccessive rotazioni in valgo, causando quindi una aumento della rotazione interna della tibia2

e un aumento della probabilità di lesione rispetto all'uomo.

Il dettaglio è raffigurato nell'immagine qui di sotto:

LCA: differenza nel salto tra uomo e donna

Come possiamo facilmente osservare, emerge chiaramente il "maggior dominio"3 laterale della donna rispetto all'uomo, durante la fase di atterraggio da un salto, sia in bipodalico che soprattutto in monopodalico. In particolare infatti la donna, (foto a sinistra) assume un atteggiamento eccessivo in valgo rispetto all'uomo, il quale, a sua volta mostra un maggior allineamento dei segmenti corporei, indice di una maggiore distribuzione del carico tra il compartimento laterale e mediale. Un altro importante fattore, riguarda il ruolo svolto dal medio e grande gluteo, che nella donna, non essendo adeguatamente attivati, aumentano le difficoltà nel mantenimento del controllo del bacino, soprattutto durante movimenti dinamici, che provocano nella donna un eccessiva rotazione interna del bacino. Per questo, assume un ruolo fondamentale il compito svolto da questa muscolatura prossimale, al fine di ottenere il giusto atteggiamento lombo – pelvico.

In conclusione quindi, mancanza di timing estensori / flessori, una diminuzione dell'attivazione del medio e grande gluteo e del gastrocnemio, ed una maggiore attivazione della muscolatura "laterale", può alterare i meccanismi di assorbimento dell'energia durante la fase di atterraggio dal salto, aumentando così la torsione del ginocchio e l'eccessiva sollecitazione in valgo che è strettamente connessa con la rottura LCA.

Questo fattore non è riscontrabile nell'uomo, il quale, a differenza, sembra possedere una corretta co-attivazione flessori / estensori, e medio e grande gluteo, aspetto questo che gli permette di avere i segmenti corporei perfettamente allineati, sia al momento del salto che nella fase di atterraggio, così che il carico, derivante dalla fase di caricamento / atterraggio, sia ben assorbito sia dall'articolazione dell'anca che dal ginocchio.

I cambi di direzione

Questa è sicuramente una delle manovre più critiche e rischiose per una lesione del LCA, per cui è necessario avere una corretta attività muscolare, la quale può ridurre del 90% il carico applicato all'apparato capsulo legamentoso. Mentre i salti vengono distinti in due fasi critiche (caricamento ed atterraggio), i cambi di direzione possono essere divisi in due categorie:

Sidestep cut

Sidestep cut, movimenti critici per il crociato

Questa immagine ci fa capire cosa si intende per sidestep cut, ovvero quando si verifica un cambio di direzione verso il lato del corpo opposto alla gamba perno.

Il principale momento in cui si è maggiormente esposti al rischio di rottura durante la manovra di sidestep cut si verifica quando, per eseguire il cambio di direzione

la gamba perno rimane flessa a 30°,causando una estrema sollecitazione del legamento crociato anteriore4

Questa situazione in cui l'angolo di flessione del ginocchio è molto basso, generalmente sotto o circa 30°, provoca una eccessiva aumento della forza prodotta dal quadricipite, che spinge la tibia anteriormente, esponendo il legamento a grossi rischi di rottura, soprattutto perché non adeguatamente bilanciato dalla forza dei flessori e del gastrocnemio.

Il grado di flessione del ginocchio è molto importante da comprendere, infatti come si è appena visto, sotto i 45° il quadricipite è un antagonista del LCA, mentre sopra i 45°, esso permette di spingere la tibia posteriormente, riducendo lo stress sul LCA stesso.

Al fine di evitare di imbatterci in questa situazione, risulta fondamentale avere una corretta fase muscolare preparatoria, soprattutto dei muscoli flessori, che ci consenta di arrivare ad eseguire il movimento con il miglior controllo del corpo possibile.

È proprio in questa fase che la donna risulta ancora una volta più esposta. Infatti, mentre il corretto programma motorio per l'esecuzione della manovra di cambio di direzione prevede una co-attivazione del quadricipite e dei flessori durante la fase preparatoria, nella donna troviamo una bassissima attivazione muscolare dei flessori, comparata all'uomo, mentre risulta attivare maggiormente rispetto all'uomo il muscolo quadricipite, soprattutto nella sua porzione laterale, atteggiamento che causa il collasso in valgo del ginocchio.

Questo dominio laterale nell'attivazione del quadricipite espone la donna ad alti rischi di lesione, soprattutto perché non è altresì comparata ad una tempestiva attivazione dei flessori che risulta essere molto bassa.

Crossover cut

Parliamo di crossover cut, ovvero quando il cambio di direzione è verso lo stesso lato del corpo della gamba perno.

Il momento più importante in questo tipo di movimento, è la fase in cui l'atleta, dopo aver eseguito un'iniziale decelerazione, "punta il piede a terra" per eseguire un cambio di direzione e di ritmo, dallo stesso lato del piede perno; in questa fase è fondamentale che il

quadricipite, il gastrocnemio, il grande gluteo e tutti i muscoli posteriori della coscia siano opportunamente co-attivati per fornire supporto a questa dinamica decelerazione5

e soprattutto, dopo l'appoggio del piede a terra, per consentire ed agevolare la rapida accellerazione in una nuova direzione.

Se in questo rapido passaggio dalla contrazione eccentrica a quella concentrica, la co-attivazione flessori / estensori dovesse venire meno, il quadricipite sarebbe sottoposto a delle forze eccessive da sopportare e, sia il bacino che il tronco, non subirebbero quella naturale decelerazione data dall'intervento dei muscoli flessori, che eviterebbero le eccessive torsioni di femore e tibia.

Questo deficit nella co-attivazione flessori / estensori, è evidentemente visibile nel sesso femminile, in cui questa manovra risulta ancora più potenzialmente pericola a causa del fatto che, come durante la fase di atterraggio dal salto, anche nelle fase di decelerazione prima del cambio di direzione, le donne attivano maggiormente la loro porzione laterale, che, associato ad una "flessione della gamba sotto i 30°", causa, anche in questo caso, il collasso in valgo del ginocchio e un aumento delle probabilità di rottura6.

Come si è reso evidente delle azioni dei movimenti sia di salto che di cambio direzione e di decelerazione, la donna ha un'attivazione non adeguata rispetto alle esigenze richieste da questi movimenti e tutto ciò è maggiormente accentuato durante la fatica.