Lesione LCA: l'errata attivazione neuromuscolare nelle donne
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Lesione LCA: l'errata attivazione neuromuscolare nelle donne

La lesione del crociato è più frequente nella donna per via di uno squilibrio neuromuscolare, dovuto anche alla minor forza muscolare e ad una minore propriocezione

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Lesione LCA: l'errata attivazione neuromuscolare nelle donne

Una delle principali motivazioni che causano alla donna una maggior propensione verso la lesione al LCA è l'errato rapporto tra flessori ed estensori, che risulta essere più favorevole ai secondi, causando una diminuzione dell'azione di difesa degli ischiocrurali.

Questo aspetto neuromuscolare è strettamente connesso con altri due fattori:

  1. Minor forza muscolare
  2. Propriocezione

La forza muscolare

La forza muscolare presenta delle notevoli differenze tra i due sessi. Questa differenza non riguarda soltanto il fatto che la donna risulta più debole fisicamente a livello di forza espressa in qualsiasi situazione, ma riguarda anche e soprattutto lo giusto sviluppo muscolare dei muscoli flessori ed estensori che, se non adeguatamente equiparati, può portare a degli squilibri tali da predisporre maggiormente la donna all'infortunio.

Questo squilibrio è molto evidente nel sesso femminile che risulta avere un quadricipite molto più sviluppato rispetto ai flessori, situazione questa che può portare ad un eccessiva traslazione anteriore della tibia, se non equiparata da una pronta forza prodotta dai flessori che invece consentirebbero di riportarla posteriormente, diminuendo così lo stress sul legamento stesso.

Per cercare di sopperire a questo squilibro di forza che avrà come conseguenza principale una mancanza di recrutamento dei muscoli flessori, è opportunamente consigliabile allenare la donna sui gruppi muscolari che risultano essere più deficitari, come i flessori e i muscoli del compartimento mediale, che, con un adeguato sviluppo, consentiranno di resistere alle sollecitazioni in valgo.

Avere una certa accortezza nel lavoro sulla forza nel sesso femminile, consente di rinforzare contemporaneamente oltre che la struttura ossea, anche i tessuti connettivi, rendendo più stabili le articolazioni.

Un ultimo fattore da tenere in considerazione, è l'allenabilità della forza stessa, infatti, mentre l'uomo riesce a mantenere un buon livello di forma anche in seguito ad una sospensione temporanea dall'allenamento, e riesce ad ottenere risultati con volumi e unità di allenamento minori, la donna ha bisogno in primis di alte intensità di allenamento e secondo di unità di allenamento continue durante l'arco settimanale.

Inoltre, soprattutto in caso di carichi massimali e submassimali, la donna impiega molto tempo ad ottenere risultati di forza accettabili, ma a differenza dell'uomo, in caso di temporanea sospensione dall'allenamento, perde gli effetti dell'allenamento stesso in molto poco tempo.

La propriocezione

La maggiore stabilità dell'articolazione del ginocchio dipende fortemente dalla co-attivazione dei muscoli flessori ed estensori, durante movimenti potenzialmente pericolosi.

A volte però può capitare che, in situazioni tipiche di gioco, soprattutto quelle in cui è richiesta un'elevata velocità di esecuzione e ancora di più in quelle situazioni improvvise in cui si deve prontamente reagire ad uno stimolo, la velocità di esecuzioni dei riflessi, che portano alla co-attivazioni dei due principali distretti muscolari, non riesca a dare prontamente quella forma di protezione richiesta.

Questa è una situazione tipica soprattutto degli sport di situazione come il basket, in cui ci si trova a dover eseguire delle manovre improvvise, come i cambi di direzione, al fine di evitare un avversario che magari ci si trova davanti all'ultimo momento, e che ci costringe ad effettuare delle manovre improvvise in tempi brevissimi.

In tutte le situazioni di gioco, ma ancora di più in movimenti improvvisi, la stabilità articolare non può essere garantita solo dalle strutture passive, in quanto questi elementi capsulo legamentosi non sono in grado di contenere tutte le forze che si generano durante una qualsiasi attività sportiva. In soccorso di queste strutture, intervengono così dei meccanismi di controllo attivi, che consentono di mantenere i pattern del movimento entro schemi motori normali. Questi meccanismi attivi vanno a costituire l'apparato sensomotore, che sfrutta le informazioni "captate" da particolari meccanocettori presente a livello del ginocchio, quali i recettori di Pacini che sono ad adattamento rapido, quindi generano il massimo dell'impulso appena vengono stimolati, e gli organi tendinei del Golgi e di Ruffini, che invece hanno un adattamento lento e che quindi rispondono per tutta la durata di una stimolazione.

La stimolazione di questi recettori è fondamentale per avere coscienza della posizione del corpo, in qualsisi tipo di movimento e grazie ad essi viene creato il cosidetto "riflesso muscolare", che consente di far reagire il corpo a qualsisi situazione destabilizzante. In particolar modo è di notevole importanza anche l'azione svolta dai fusi neuromuscolari, che viene attivato in seguito ad eccessivo stiramento e, tramite l'attivazione di un motoneurone, provvede all'accorciamento del muscolo interessato.

Lo stiramento del muscolo si accompagna quindi all'accorciamento (contrazione del muscolo) tramite un meccanismo riflesso, così che il muscolo antagonista viene inibito. Questo è il principio di base su cui si basa il lavoro pliometrico.

Al contrario, gli organi tendinei del Golgi, evitano che il muscolo si contragga troppo, infatti, sempre tramite un meccanismo di tipo riflesso, in seguito alla contrazione del muscolo, essi provvedono ad inibire il muscolo stesso, consentendo il rilasciamento e attivando contemporaneamente il muscolo antagonista.

Entrambi questi meccanismi ci permettono di comprendere come, al momento dell'attivazione nervosa di un muscolo, si inibisce di riflesso il muscolo antagonista.

Le informazioni propriocettive diventano quindi elementi fondamentali al fine del controllo neuromuscolare (Riemann et al. 2002), in quanto ci consentono di integrare le informazioni provenienti dal sistema sensoriale e quelle proveniente dal programma motorio di uno specifico movimento che si sta eseguendo.

Il buon funzionamento della stabilità dinamica è data innanzitutto dalla continua interazione con le strutture passive, ma se, come nel caso della donna, questa interazione neuromuscolare dovesse venire meno, il crociato sarebbe sottoposto a grossi rischi, per questo è utile identificare questo "imbalance", al fine di intervenire prontamente.

Lo squilibrio neuromuscolare non è il solo fattore che mostra la differenza tra i due sessi, ma sicuramente può rappresentare un importante fattore per la stabilità dell'articolazione, soprattutto quella dinamica, per questo motivo, grazie a specifiche strategie di intervento, è possibile lavorare su tutti i tipi di "imbalance", quali la stabilità delle strutture attive, il bilanciamento delle due strutture muscolari flessori / estensori, ed incrementare contemporaneamente la resistenza delle strutture passive, diminuendo nettamente le differenze tra i due sessi.

Ricercare questo continuo bilanciamento, consente di migliorare le proprie capacità propriocettive portando la donna ad avere dei pattern di attivazione motoria ideale per l'esecuzione di gesti tecnici, senza trovarsi in situazioni di rischio.

L'evolversi di queste abilità propriocettive consente di sviluppare il cosiddetto "riflesso spinale", che ci consente di contrastare le numerose forze destabilizzanti che si verificano durante gesti potenzialmente pericolosi.

Se questo riflesso si verifica sotto i 70 ms, allora l'allenamento propriocettivo ha prodotto ottimi risultati, in quanto ha permesso di sviluppare il cosiddetto sistema feedforward (pre-attivazione muscolare), che permette una tempestiva attivazione muscolare, consentendo all'articolazione di ottenere "adeguati livelli di stabilità, anche in seguito a forze perturbanti"1.

Allenare con continuità la propriocettività, consente di mantenere sempre alti i livelli di attivazione neuromuscolare, soprattutto in quei momenti della gara in cui, a causa della fatica, viene meno la capacità elaborativa e percettiva da parte del soggetto, o in quei giorni del mese in cui la donna, a causa della maggior secrezione di estrogeni, avrà un controllo neuromuscolare più deficitario.

Infatti è stato notato che durante la fase dell'ovulazione del ciclo mestruale, si ha una riduzione della percezione dei sistemi propriocettivi, diminuzione della forza muscolare e maggiore lassità legamentosa, queste modificazioni neuro-muscolari e mio-tendinei è causata dalle

elevate concentrazioni di estrogeni che si hanno in questa fase follicolare del ciclo mestruale2

Questi allenamenti basati sulla propriocettività, consento di stimolare i meccanocettori non solo alla corretta attivazione muscolare dei flessori e degli estensori, ma anche di tutti quei distretti corporei che sono maggiormente coinvolti nei movimenti di taglio e di salto, abituando così il nostro corpo a gestire il disequilibrio e a reagire a movimenti istantanei in cui il corpo si trovo spesso fuori posizione ottimale e fuori dal controllo ideale.Per questo

"l'allenamento ripetuto a continue perturbazioni, tenderà a velocizzare il tempo di attivazione motoria (molto più basso nell'uomo), aumentando così il supporto e il sostegno a carico del legamento crociato3