Analisi degli infortuni al ginocchio nel calcio
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Analisi degli infortuni al ginocchio nel calcio

I più frequenti infortuni al ginocchio nel calcio sono: la lacerazione del menisco, lo stiramento dei legamenti, le lesioni della cartilagine articolare. Anamnesi e terapia

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Analisi degli infortuni al ginocchio nel calcio

Gli infortuni possono coinvolgere varie componenti del corpo umano, ad esempio muscoli, tendini, legamenti, articolazioni….

Gli arti inferiori costituiscono la sede più interessata dai traumi: molti studi ne hanno evidenziato il continuo incremento nel corso degli ultimi decenni, durante i quali sono passati da un 64% rispetto a tutte le lesioni rilevate nel 1980, all'84% nel 2000.

Anatomia del ginocchio

L'articolazione più frequentemente coinvolta è il ginocchio. È formato da due ossa (oltre alla rotula), alcuni legamenti e cuscinetti. Le due ossa sono il femore e la tibia. La rotula, in realtà, non è legata a nessun osso, ma si trova nello spessore del tendine del muscolo quadricipite. Ai lati ci sono due legamenti, detti collaterali (mediale e laterale), che impediscono alla tibia di deviare lateralmente sotto il femore. L'altra coppia di legamenti si trova all'interno e limita la rotazione delle due ossa l'una sull'altra, oltre ad evitare che la tibia si sposti troppo in avanti o indietro sotto il femore. I legamenti si incrociano tra loro, formando una "X" e sono chiamati crociati anteriore e posteriore. Invece i cuscinetti sono denominati menischi (mediale e laterale), poggiano sulla tibia; hanno la forma di due lune crescenti con le estremità aperte che si fronteggiano; contribuiscono alla stabilità dell'articolazione e ammortizzano anche il peso del corpo che li sovrasta. Infine vi è la cartilagine articolare che ricopre le estremità delle ossa che si muovono l'una sull'altra.

Figura 1: anatomia del ginocchio

Nel calcio gli infortuni ricorrenti sono:

Rottura del menisco

I menischi sono cuscinetti fibrocartilaginei che possono suddividere una cavità sinoviale, indirizzare il flusso del liquido sinoviale e permettere variazioni di forma delle superfici articolari o ridurre il movimento dell'articolazione in cui è inserito (ginocchio). Se ne distinguono due tipi: uno mediale (più piccolo e con una forma di semiluna) ed uno laterale (più grande e con una forma più aperta).

Le lesioni possono essere semplici, se interessano esclusivamente il menisco, associate se interessano entrambi i menischi o capsulo-legamentose. Inoltre si possono verificare anche lesioni semplici sul bordo meniscale, complesse e la cosiddetta lesione "a manico di secchio". In quest'ultima, l'azione chirurgica è mirata ad un intervento conservativo e si tende ad asportare una minor porzione meniscale lesionata.

Esso si può lesionare per un contatto, per una torsione o un contrasto; in particolare l'extra rotazione della tibia a ginocchio semi flesso causa la lesione del menisco interno, l' intra rotazione della tibia a ginocchio semi flesso determina la rottura del menisco esterno e l'iperestensione brusca del ginocchio (calcio a vuoto) provoca la lesione a manico di secchio del menisco interno.

La sede del dolore può aiutare a stabilire se il danno riguarda il menisco mediale o laterale. La diagnosi si basa sulla localizzazione del dolore:

  • Sulla linea dell'articolazione
  • Sulla linea dell'articolazione quando si estende il ginocchio
  • Durante l'iperflessione del ginocchio
  • Durante la rotazione all'esterno della gamba per quanto riguarda il menisco mediale, e durante la rotazione verso l'interno se c'è una lacerazione del menisco laterale

Oggi il medico prescrive spessissimo la risonanza magnetica (RM). In caso di dubbi, lo strumento diagnostico e terapeutico d'elezione è l'artroscopia.

Le lesioni del menisco possono manifestare un dolore occasionale al ginocchio o un disturbo nel quale riesce impossibile stenderlo senza avvertire una fortissima sofferenza, il cosiddetto "blocco del ginocchio". Il trattamento principale prevede l'asportazione della porzione lacerata del menisco.

Stiramento del legamento collaterale mediale

Il compito di un legamento è quello di impedire un movimento, per cui il modo migliore per danneggiarlo è quello di stirarlo, effettuando quel movimento fino al punto di romperlo.

Il legamento collaterale mediale stabilizza il ginocchio nei movimenti laterali. Un suo danno può essere causato di solito da un colpo all'esterno del ginocchio o da una sua torsione improvvisa. Nel calcio si può stirare in occasione di tackle eseguiti da dietro o lateralmente, quando si punta alla gamba e non alla palla. La diagnosi si basa su un dolore localizzato al di sopra del legamento, e sull'esame della capacità del legamento di opporsi al movimento. Oggi l'intervento è raro. In genere il giocatore sta a riposo, e inizia una lenta riabilitazione che può durare anche dodici settimane prima di tornare a gareggiare.

Stiramento del legamento crociato anteriore

I legamenti crociati stabilizzano il ginocchio nei movimenti in avanti e indietro.

Possono rompersi o stirarsi in varie situazioni: il piede della gamba d'appoggio rimane ancorato al terreno con i tacchetti inseguito ad un contrasto che crea una rotazione o torsione dell'articolazione (molto frequente); durante i movimenti abituali, come rallentare rapidamente, cambiare direzione e prepararsi ad atterrare dopo un salto, tramite i quali si perde il controllo dei muscoli dell'anca e del ginocchio. È raro strapparsi il LCA su un terreno bagnato a causa della trazione ridotta, quando si è accosciati o se il piede non rimane piantato a terra.

Subito dopo l'infortunio si avverte dolore, gonfiore e talvolta anche uno schiocco. La stabilità del ginocchio è scarsa e non si riesce più a giocare. Il medico esegue una serie di esami per avere la conferma della rottura dell'LCA e può consigliare l'intervento. Il trattamento consiste nel riposo o nei casi gravi nell'intervento di ricostruzione.

Difetti della cartilagine articolare

Essa protegge le estremità delle ossa che si muovono l'una sull'altra e fornisce una superficie scorrevole per il movimento. In condizioni normali, il tessuto dura una vita, ma se è danneggiato può causare dolore e malfunzionamento, o degenerare in osteoartrosi. Il giocatore non riesce a risalire ad un episodio preciso, lamenta solamente un dolore all'articolazione. Quando il medico gli chiede qual è la sede del dolore, egli indica tutto il ginocchio, invece di un punto preciso.

Un primo fattore di rischio possono essere le corse su lunghe distanze, ma anche la torsione del ginocchio esercita una forza di taglio sull'articolazione.

Queste lesioni possono riguardare qualunque superficie articolare del ginocchio (femore, tibia, rotula). I sintomi sono vaghi; spesso il giocatore lamenta male al ginocchio durante o dopo l'incontro. Il ginocchio può apparire rigido al mattino, più o meno gonfio, specie se la lesione è cronicizzata. I gradi estremi dell'escursione articolare possono causare dolore e talvolta la pressione diretta sulla rotula. Per accertare la patologia è consigliata la risonanza magnetica, che si dimostra ottima se dei radiologi esperti adottano tecniche incentrate sull'accertamento di una lesione della cartilagine articolare. La cura migliore consiste in un trattamento non chirurgico. Per la riabilitazione sono indicati gli esercizi che non comportano impatto (cyclette, nuoto). L'intervento chirurgico si attua quando bisogna ripulire margini instabili o lembi fluttuanti della cartilagine lacerata.

La lesione della cartilagine articolare è difficile da diagnosticare; infatti all'inizio si sospetta una lesione meniscale, ma poi con i numerosi esami che si fanno svolgere al paziente ci si accorge del problema.