Come prendere in giro un paleo-strato!
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Come prendere in giro un paleo-strato!

Prendere in giro un Paleo-Strato (un palestrato che segue la paleodieta) è facilissimo, i loro guru felici tirano fuori fuori un integratore inutile e i paleo-strati, ancor più felici, tirano fuori i soldi. È tutto bellissimo, come direbbe Pamela Prati in Caltagirone

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Come prendere in giro un paleo-strato!

No, nessun refuso nel titolo, nessun errore di digitazione, il paleo-strato è il palestrato fanatico della paleo dieta, facilmente raggirabile con messaggi ai quali non cascherebbe neppure un bambino.
Mi scrive uno dei miei contatti social (un follower come dicono i giovani) per chiedermi cosa ne penso di un integratore di collagene 2.0 al gusto di cioccolato, venduto proprio per chi si allena e segue il regime arcinoto della paleodieta.
Mi dice che nella sua palestra lo usano con entusiasmo in tanti ed è fortemente consigliato dal suo istruttore.

Premesso che non ho mai avuto modo di vedere un simile prodotto che magari - e lo spero - non esiste affatto, mi chiedo come possano i paleo-strati credere a ogni invenzione commerciale che tirano fuori i loro guru.
I guru felici tirano fuori l'invenzione, i paleo-strati, ancor più felici, tirano fuori i soldi. È tutto bellissimo, come direbbe Pamela Prati in Caltagirone.
Certo una base di ingenuità è presente a monte se credono che un simile regime dietetico sia l'unica strada verso la salvezza. Ripetono tutti la stessa filastrocca imparata sui social, senza mai essersi fermati a ragionare criticamente. Semplificando, per chi non lo sapesse (chi lo desidera può approfondire) sono convinti che sia necessario alimentarsi solo con cibi poco o per nulla lavorati e che erano disponibili anche prima dell'avvento dell'agricoltura.
In caso contrario, soprattutto se si inseriscono cereali, latte ecc., si diventa vittime indiscusse di ogni tipo di evento patologico.

Insomma, una specie di mille miglia dell'alimentazione, dove possono partecipare solo auto i cui modelli hanno preso parte almeno ad una delle competizioni svolte tra il 1927 al 1957. Immaginate se un appassionato di auto d'epoca iniziasse a strillare che i nuovi modelli di Formula 1 sono la catastrofe delle corse d'auto, e che solo tornando in pista con una Fiat 508 Balilla si possa parlare di vere e sicure competizioni. Magari pretendendo di portare come prova delle sue parole che sfrecciare alle attuali velocità sia pericoloso, dimenticando i progressi dei materiali, delle piste, degli pneumatici, e degli stessi sistemi di sicurezza. Nel 1927 infatti si moriva per uno schianto a 80Km/h, oggi non accade neppure con le citycar; nel paleolitico si poteva morire anche per un'influenza, oggi si può anche negare che i virus esistano (o credere che ci si possa immunizzare con… con… i vaccini? Noo! Con la paleodieta, non distraetevi per cortesia, che il meglio deve arrivare).

Allo stesso modo quindi i seguaci della paleodieta sono convinti che tale regime è perfino in grado di prevenire e curare le tipiche patologie della nostra epoca, da quelle cronico-degenerative a quelle autoimmuni.
Quello che non sanno, dato che i loro guru (spesso poco più che ragionieri) non dicono - anche perchè a loro volta lo ignorano - è che nel paleolitico, come oggi, non vi era una omogenea modalità di alimentarsi, ma vi era una grande variabilità connessa alle aree geografiche e, anche non volendo considerare altri limiti (adattamenti umani, evoluzione e modifiche climatiche, degli stili di vita, ecc.), non si tratta di sposare un regime noto e circoscritto, quanto uno dei tanti modelli ipotetici per altro non perfettamente replicabili in termini di varietà e tipologia di prodotti.
Vi è la semplicistica idea che sia sufficiente riproporre uno solo degli elementi (per quanto importante come l'alimentazione) rendendolo più simile possibile a quello arbitrariamente scelto tra i diversi regimi esistenti migliaia di anni fa, per pretendere di avere ripercussioni sulla salute, che per definizione è invece un elemento dinamico e connesso a molteplici fattori (e che per nessun motivo possiamo affermare fosse migliore nel paleolitico).

C'è da dire a loro discolpa che a "ragioneria" (lo so perché l'ho frequentata anche io) queste cose non le insegnano, ed è per questo che i professori non ci hanno mai detto che dopo il diploma avremmo potuto parlare di alimentazione, forse far di conto, ma di alimentazione proprio no. Chi desiderava farlo doveva proseguire gli studi.

Invece i seguaci di questo regime hanno la convinzione, e finanche la pretesa, che con tale agire si possa intervenire su una serie di patologie realmente recenti, ma che per recenti si intende connesse ai primi decenni del secolo scorso e al benessere determinato soprattutto nel periodo post bellico e non certo dalla nascita dell'agricoltura. I più indottrinati e fideisti inveiscono sguaiatamente contro la dieta mediterranea, hanno proprio un riflesso Pavloviano (ma credono si tratti di un regime a base di fette biscottate e marmellata, quindi c'è da capirli). Questo lascia sospettare che in molte cose non si siano evoluti molto dal paleolitico, e quindi idolatrano questa dieta più per nostalgia che per altro, e in effetti - come fa notare qualcuno - secondo me, scendere dagli alberi tutti insieme è stata una decisione avventata!

Orbene, diamo anche per buono che sia io in errore e abbiano ragione i paleo-strati (tranquilli è solo un artificio retorico, il mio ego è più robusto di una clava di mogano), la prima elementare domanda che mi verrebbe da porre è…

"Ma gli uomini del paleolitico, avevano a disposizione degli integratori?"

Perché secondo me già era difficile avere qualcosa da mangiare tutti i giorni, figurarsi degli integratori. Vivevano quindi in una condizione di continua carenza di cibo, perché mai invece gli attuali guru della paleodieta lasciano passare il messaggio che occorrano integratori specifici? Non sarebbe meglio rispettare il regime paleo per quello che era realmente, ossia deficitario? Che senso ha vendere degli integratori? Qualcuno potrebbe pensare che lo facciano per un tornaconto economico personale, ma io non posso davvero credere che una persona che ha fatto (ad esempio) ragioneria possa essere così attratta dal denaro. Denaro che nel paleolitico per altro non c'era.

La seconda domanda che mi pongo è quale sia il senso di un integratore ispirato alla paleodieta contenente proprio collagene, dato che col processo digestivo sarà ridotto agli aminoacidi di cui è costituito, e dato che una alimentazione ricca di proteine animali (come è la paleodieta dei paleo-strati) è già enormemente rappresentata da collagene!
Sarebbe come vendere gocce di acqua da sciogliere in una botte di acqua da bere prima dei pasti. Perché farlo? Vi prego però, non continuate a pensare che lo facciano solo per i soldi!
I ragionieri sono persone per bene, soprattutto quelli che non si occupano di nutrizione autoparagonandosi a Piero o Alberto Angela. Anche perché se un ragioniere si paragona agli Angela, i commercialisti minimo dovrebbero paragonarsi ad Einstein!

La terza domanda è, "Perché chiamare un simile integratore 2.0, dato che il concetto di 2.0 nasce per identificare la forma evoluta del web?", sarebbe come chiamare il nuovo cellulare della Apple Istones, lo smartphone dei Flinstones.
Non credo che a Cupertino lo farebbero mai. Quindi perché farlo in Italia?
Solo per marketing finalizzato a vendere collagene che è già abbondante nell'alimentazione di persone che seguono un regime alimentare primitivo sostenuto da integratori che i primitivi non possedevano? (Notare l'assenza di virgole nella frase precedente, è grammatica primitiva: con la grammatica primitiva non si commettevano gli errori di quella post-agricola, che per altro ha visto la nascita dell'Accademia della Crusca, crusca che deriva dai cereali. Un caso? Io non credo!).

Infine, e qui mi sorge il dubbio che un simile integratore possa esistere davvero, e quindi forse il mio follower si è preso solo gioco di me facendomi questa domanda, come si può aromatizzare al cacao un integratore paleo?
Anche ignorando la comparsa storico-geografica e l'utilizzo di questa pianta sul pianeta, la sua diffusione è merito proprio dell'agricoltura. Inoltre l'uso del cacao prevede dei passaggi che nell'ordine sono (pur con possibili varianti): raccolta, fermentazione, essiccazione, tostatura, decorticazione, triturazione, separazione del grasso, macinazione e solubilizzazione.
Non credo che questo processo sia molto paleo, perché quindi aromatizzare un simile integratore al cacao?
Forse per renderlo piacevole ad un palato che non è più abituato a mangiare vermi vivi, carne cruda mista a peli di animale, terra e interiora? (Eh si, mica c'era il supermercato nel paleolitico).

Non starete ancora pensando che lo scopo è fare soldi sulla pelle di qualche ingenuo che ci crede?! Io mi rifiuto categoricamente di pensare che sia per questo.

Anzi mi rifiuto di credere che un simile integratore sia mai stato davvero commercializzato, e mi scuso se mi sono fatto prendere in giro con questa facilità da chi ha voluto farmelo credere, ho fatto proprio la figura del paleo-strato!

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