Dalla comunicazione verbale alla comunicazione non verbale
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Dalla comunicazione verbale alla comunicazione non verbale

La comunicazione prevede l’utilizzo di linguaggi adattabili a varie situazioni. Infatti riconosciamo l’importanza del linguaggio verbale e del linguaggio non verbale; essi consentono al bambino di esprimersi, di dare libero sfogo ai propri pensieri e alle proprie idee. L’esperienza ludica come comunicazione rappresenta un’occasione di scambio linguistico e di interazione con i coetanei.

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Dalla comunicazione verbale alla comunicazione non verbale

Da sempre l’uomo ha sentito il bisogno di capire e comprendere la realtà ampliando così i suoi orizzonti. La comunicazione è un processo di trasmissione e circolazione di informazioni, cioè un insieme di dati sconosciuti al destinatario prima dell’atto comunicativo; è necessario che emittente e destinatario condividano uno stesso codice affinché avvenga il processo di decodifica, cioè un processo dinamico e complesso di comprensione del messaggio che richiede attenzione e sforzo da parte del soggetto per raccogliere tutti i dati necessari alla comprensione.

Alla base vi è quindi l’azione di condividere esperienze e informazioni attraverso un sistema convenzionale di segnali o attraverso il linguaggio. Il linguaggio è il mezzo attraverso cui si interagisce con gli altri trasmettendo informazioni, sensazioni e stati d’animo. Questa capacità di esprimere e comunicare conoscenze, pensieri, bisogni e sentimenti è resa possibile dall’uso di segni e simboli verbali e non verbali che costituiscono il veicolo principale della comunicazione umana.1 L’acquisizione di un linguaggio si realizza in contesti culturali e sociali ben precisi e il linguaggio stesso è considerato come strumento fondamentale per la comunicazione.

Alla luce di ciò, si ritiene che la competenza linguistica sia una componente fondamentale della comunicazione: alcuni psicologi dell’età evolutiva hanno dimostrato nei loro studi che il bambino acquisisce dapprima gli elementi fondamentali dei processi comunicativi e solo successivamente li traduce in termini linguistici. Normalmente quando parliamo di comunicazione nel contesto educativo ci riferiamo a quel “processo che coinvolge l’inviare, il ricevere e l’interpretare i messaggi attraverso l’insieme dei canali sensoriali”.2

La comunicazione si compone di vari fattori: l’EMITTENTE che codifica il messaggio; il CODICE (cioè l’insieme dei segni e simboli convenzionalmente stabilito e resi accessibili a tutti); il CONTENUTO DEL MESSAGGIO (cioè cosa viene detto); il CONTESTO; Il CANALE (cioè il mezzo di trasmissione); il RICEVENTE che decodifica il messaggio ricevuto e la COMPONENTE RELAZIONALE (cioè come il messaggio viene espresso). Sono tutti elementi fondamentali nella comunicazione ma quello che rende credibile il messaggio dell’interlocutore è la componente relazionale che permette al mittente di capire se un messaggio è “vero” o “falso”, in relazione a come viene espressa la frase tramite i gesti, la postura, il tono e il volume della voce ecc.. Infatti la comunicazione si serve di:

  • ELEMENTI VERBALI: la capacità di un individuo di esprimere il proprio pensiero correttamente attraverso il linguaggio parlato o scritto;
  • ELEMENTI NON VERBALI: il modo di esprimere i propri pensieri e emozioni attraverso atteggiamenti e comportamenti attuati senza l’uso della parola;
  • CAPACITÀ DI ASCOLTO: cioè la capacità di prestare attenzione al messaggio dell’emittente;
  • RICONOSCIMENTI: cioè l’insieme dei segnali di approvazione/disapprovazione che le persone si scambiano reciprocamente.3

Nella comunicazione molto spesso si presta più attenzione alle manifestazioni esteriori che caratterizzano il nostro modo di esprimerci: infatti risulta che circa il 70-80 % dell’informazione che raggiunge la corteccia cerebrale arriva dagli occhi mentre solo il 10-15% proviene dall’udito, nonostante le informazioni sono linguistiche e quindi andranno poi rielaborate dall’emisfero sinistro (cioè quello verbale, logico, analitico). I sistemi comunicativi maggiormente utilizzati dall’uomo sono: la COMUNICAZIONE VERBALE, caratterizzata dall’uso di parole messe in relazione fra loro per formare frasi, e la COMUNICAZIONE NON VERBALE, caratterizzata da segnali, gesti, movimenti del corpo, posture, espressioni del viso, sguardo, posizione nello spazio, tono della voce, pause, silenzi, ecc…

La comunicazione verbale fa uso del linguaggio per spiegare; essa rappresenta la forma codificata nell’ambito della quale ciascuna parola ha un determinato significato. La comunicazione non verbale, invece, è caratterizzata da tutta una serie di segnali che hanno un valore sia comunicativo che espressivo. Il linguaggio non verbale viene utilizzato come linguaggio relazionale, un mezzo per segnalare i cambiamenti all’interno delle relazioni interpersonali; inoltre è il mezzo principale per esprimere e comunicare le emozioni e gli atteggiamenti circa l’immagine di sé e del proprio corpo. Questo tipo di linguaggio, inoltre, completa la comunicazione verbale, svolgendo anche una funzione meta comunicativa.

Fornisce infatti elementi per interpretare il significato del linguaggio verbale, fornisce informazioni di ritorno e, nel caso in cui la comunicazione verbale non possa avvenire, assume una funzione sostitutiva a questa. Nell’ambito della comunicazione non verbale possiamo trovare due sistemi linguistici: il LINGUAGGIO DEL CORPO e quello GESTUALE. Il LINGUAGGIO DEL CORPO consiste nell’espressione spontanea dell’emozione e dell’affettività ed è un sistema inconscio. Infatti consiste in un complesso di regolazioni riflesse e automatiche del tono muscolare, dell’atteggiamento posturale, della mimica facciale e dei gesti, della distanza tra i due interlocutori (Prossemica) e dell’uso dello spazio circostante. Può assumere principalmente due ruoli: PARALINGUAGGIO (cioè un linguaggio che affianca quello verbale per arricchire la comunicazione quotidiana, venendo progressivamente sottoposto ad un apprendimento culturale; è costituito dall’utilizzo della voce, le pause, il tono della voce ecc.) e SIMBOLICO (cioè si esprime nell’imitazione spontanea e nel gioco simbolico). Il contributo che l’espressività del corpo può dare al benessere della persona può essere interpretato con il termine di creatività, intesa come comportamento divergente e originale rispetto a determinate situazioni.
Il LINGUAGGIO GESTUALE invece fa riferimento ad una gestualità intenzionale: consiste nel linguaggio dei gesti di fine utilitaristico (come la LIS- Lingua Italiana dei Segni o altri sistemi di comunicazione simili) o di fine artistico ed estetico come l’animazione, la drammatizzazione, il ballo e la danza. Questo tipo di linguaggio è più spontaneo ed espressivo rispetto al linguaggio del corpo che, pur essendo libero da imposizioni, necessita di una cornice di riferimento che determini i limiti entro i quali la persona possa esprimersi. Solo recentemente ha riacquistato una notevole importanza in quanto ci si è resi conto che era limitato parlare di comunicazione considerando solamente l’aspetto verbale: Quando un soggetto comunica verbalmente, invia una serie di segnali non verbali insieme alle parole, strettamente connesso a ciò che si sta dicendo; lo scopo di questi segnali (segnali uditivi e vocali) è di specificare ulteriormente il significato delle parole, procurando diversi effetti a chi ascolta.4
Quindi, in generale, la comunicazione ha 5 funzioni principali:

  • F. REFERENZIALE: consiste nello scambio di informazioni tra gli interlocutori su un oggetto o un referente;
  • F. INTERPERSONALE (o ESPRESSIVA) : riguarda il modo con cui le informazioni tra interlocutori vengono scambiate (tono della voce, modo di parlare, atteggiamento, espressione facciale ecc.)
  • F. DI AUTO ed ETERO REGOLAZIONE (o CONTROLLO) : si basa sulla regolazione del comportamento ed è finalizzata al conseguimento di un obiettivo;
  • F. DI COORDINAZIONE DELLE SEQUENZA INTERATTIVE: affinché lo scambio di informazioni avvenga, occorre che l’interazione tra i partecipanti sia iniziata e mantenuta, occorre che gli interlocutori condividano delle regole per l’uso dei simboli, per scambiarsi i ruoli. In questo ambito hanno un ruolo fondamentale gli elementi non verbali e, nello specifico, dei segnali reattivi che condizionano l’interattività (S. di attenzione, S. di Comprensione e S. di valutazione);
  • F. METACOMUNICATIVA: riguarda l’aspetto relazionale. La capacità di meta comunicare è alla base non solo di una comunicazione efficace, ma anche della consapevolezza di sé e degli altri.
    La correlazione tra comunicazione verbale e comunicazione non verbale è importante per la loro successione: quella non verbale è l’unica forma di scambio comunicativo per l’uomo sin dai primi anni di vita, ma crescendo acquisisce maggiori competenze linguistiche e così la comunicazione non verbale diventa sempre più accessoria. L’uomo ha quindi la necessità di combinare questi due linguaggi e deve costantemente tradurre l’uno dall’altro; riuscire a comunicare efficacemente significa realizzare un armonia tra le persone implicate in un rapporto, creare le condizioni affinché ci sia uno scambio reciproco, riuscire a modulare l’interazione tra i due tipi di comunicazione così che l’evento comunicativo vada a buon fine.
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