Protocollo di attività fisica adattata per anziani – SECONDA PARTE
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Protocollo di attività fisica adattata per anziani – SECONDA PARTE

Sperimentazione e verifica dei benefici dell’attività fisica per gli anziani attraverso protocolli di lavoro adattati e funzionali.

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Protocollo di attività fisica adattata per anziani – SECONDA PARTE

Short Physical Performance Battery (SPPB)

Nel presente studio si è utilizzata come criterio di valutazione qualitativa l’osservazione dei punteggi ottenuti nello Short Physical Performance Battery (SPPB). È una breve batteria di test, nata per valutare il funzionamento degli arti inferiori2-3. Questa batteria è costituita da tre sezioni diverse:

  • 1. Valutazione dell’equilibrio in tre prove:
    • il mantenimento della posizione a piedi uniti per 10’’;
    • la posizione di semi-tandem per 10’’(alluce di lato al calcagno);
    • la posizione tandem sempre per 10’’ (alluce dietro al tallone).
    Il punteggio di questa sezione varia da un minimo di 0, se il soggetto non riesce a mantenere la posizione a piedi uniti per almeno 10 secondi a un massimo di 4, se lo stesso riesce a compiere tutte e tre le prove;
  • 2. La seconda sezione è diretta a valutare il cammino (gait) su 4 metri lineari, e secondo il tempo della performance. Il punteggio della sezione varia da 0 se incapace, a 1 punto se la performance ha una durata maggiore di 8,7 secondi, a un massimo di 4 se riesce ad assolvere il compito in meno di 4,8 secondi;
  • 3. La terza sezione della batteria indaga la capacità di eseguire, per 5 volte consecutive, il >sit-to-stand
  • Anche in questo caso il punteggio varia da 0, se incapace, oppure la performance ha una durata maggiore di 60 secondi, a un massimo di 4, se tale performance è svolta in meno di 11,2 secondi. Il punteggio totale della scala ha quindi un range da 0 a 12.
Le posizioni dei piedi erano: side-by-side, semi-tandem, e full-tandem, raffigurate nella Figura 2.
posizione_piedi

A conferma delle procedure proposte dal ricercatore Guralnik, ogni soggetto ha iniziato con la posizione di semi-tandem (il tallone di un piede è stato posto sul lato del primo dito del piede). Se un partecipante non è stato in grado di mantenere la posizione di semi-tandem per dieci secondi, è stato valutato nella posizione di side-by-side (i piedi sono stati collocati lateralmente sulla stessa linea). Se i partecipanti sono riusciti a mantenere la posizione side-by-side per dieci secondi, il punteggio è diventato 1, altrimenti il punteggio è stato 0.
Se un partecipante ha mantenuto la posizione di semi-tandem per dieci secondi o più, è stato ulteriormente testato nella posizione full-tandem (il tallone di un piede è posto direttamente di fronte all'altro piede). Se la posizione full-tandem è stata mantenuta per un massimo di due secondi, il punteggio era 2. Il punteggio di 3 è stato assegnato se la posizione full-tandem è stata mantenuta da tre a nove secondi. Se invece la posizione di tandem è stata mantenuta per dieci secondi, o più, il partecipante è stato classificato con 4 punti. Per la valutazione della capacità di sit-to-stand, ogni partecipante era invitato a sedersi su una sedia (altezza 43,5 centimetri) con schienale, collocata accanto a un muro, e di conseguenza, il partecipante compieva l’azione di alzarsi e sedersi tenendo le braccia incrociate al petto all’altezza delle spalle. (Figura 3).

sit_to_stand

Il tempo di esecuzione da parte di ogni partecipante è stato un elemento fondamentale per procedere alla classificazione.

Se il partecipante non era in grado di eseguire il sit-to-stand, o il tempo totale della sua performance era più di un minuto, il punteggio era 0. Se la durata del test era più di 16,6 secondi, il punteggio era 1. Il punteggio assegnato al partecipante era 2, se il tempo della performance variava da 13,7 a 16,6 secondi.
Il punteggio era 3, quando il test era completato nell’intervallo tra 11,2 e 13,6 secondi; mentre se il tempo era inferiore a 11,2 secondi, il punteggio assegnato al partecipante era 4. I dati delle performance, relativi ai valori di riferimento temporali esposti in precedenza, sono stati inseriti in due griglie di valutazione, due per ogni partecipante ed è stato utilizzato un cronometro per stabilire il tempo di ogni performance.

Approcci di valutazione quantitativa

La valutazione quantitativa presuppone il concetto di “misurazione”, anche se è sempre il ricercatore a stabilire gli strumenti di rilevazione da usare sia per le variabili naturali, come sesso, età, struttura fisica, caratteristiche, etc., che per le variabili identificate dallo stesso. Per variabili s’intende una misura o una classificazione sottoposta a regole formali, capace di descrivere accuratamente un fenomeno o un concetto. Un protocollo di ricerca scientifica è diviso in quattro fasi:

  • fase preliminare d’impostazione : è determinata dalla stesura delle ipotesi sperimentali, strumenti di guida per l’intera ricerca;
  • rilevazione delle informazioni per la produzione dei dati: vale a dire l’individuazione della corretta fonte dalla quale ricavare i dati e delle tecniche necessarie per la raccolta e l’acquisizione dei dati;
  • organizzazione dei dati e successiva elaborazione: consiste nel riscontro dei dati con l’ipotesi stabilita all’inizio. È fondamentale che questo riscontro abbia la caratteristica della coerenza;
  • formulazione dei risultati: è la fase conclusiva del processo d’indagine, dove sono interpretati i dati raccolti durante la ricerca. In questa fase, le procedure di analisi matematico/statistiche sono un valido ausilio per schematizzare i risultati in tabelle.

Wii Balance Board

Per rilevare i dati e le informazioni necessarie alla valutazione della capacità di equilibrio statico, del gait e dello STS è stata utilizzata la Wii Balance Board (WBB) . La Wii Balance Board, utilizzata durante le tre prove, è una pedana composta da quattro sensori strain gauges, situati sotto i quattro angoli della sua superficie, che sono in grado di stimare la componente verticale della forza di reazione del suolo (vGRF) . I dati provenienti dai quattro sensori sono stati trasferiti a un PC tramite connessione Bluetooth. Il frame rate di acquisizione è stato stabilito a 50Hz. I test di equilibrio in piedi sono stati valutati utilizzando diversi parametri posturografici associati all'oscillazione del centro di pressione (CoP)4. Nella figura 4, è mostrato l'orientamento del sistema di riferimento usato per la posizione di side-by-side (a) , e per le posizioni di semi-tandem e full-tandem (b) .

coordinate_cop

Le coordinate del CoP sono state ottenute come segue (Clark et al., 2010):

formula

Dove CoPx e CoPy rappresentano rispettivamente lo spostamento anteroposteriore (AP) e latero-laterale (LL) del CoP; L e W sono la lunghezza e la larghezza della WBB, TL (in alto a sinistra), TR (in alto a destra), BR (basso a destra) e BL (basso a sinistra) sono i valori estratti da ciascun sensore, e Fz è la componente verticale della forza di reazione del suolo stimata come la somma dei quattro valori dei sensori.
A conferma di quanto sperimentato da Clark e altri nel 2010, il segnale del CoP è stato filtrato con filtro passa - basso dell’ottavo ordine di Butterworth, con frequenza di taglio a 12Hz. Tutte le suddette analisi sono state implementate usando corrette procedure elaborate con Matlab (Matlab, The MathWorks, Inc.) .

Sensori Magneto-inerziali

Le unità inerziali sono dispositivi dotati di tre sensori, quali: accelerometro, giroscopio e magnetometro, in grado di misurare le accelerazioni, le velocità angolari e l'intensità del campo magnetico su tre assi di orientamento (Figura 5).

sensore_magneto_inerziale
utilizzati per stimare le misure di accelerazione, i giroscopi per rilevare le variazioni della velocità angolare, e infine i magnetometri sono indispensabili per conoscere l'intensità e la direzione del campo magnetico.

Accelerometri

Gli accelerometri tecnicamente sono dei trasduttori, utilizzati per lo studio del movimento umano, sono posti in varie parti del corpo del soggetto al fine di misurare componenti di accelerazione lungo le tre assi.
Oggi, è più frequente l’utilizzo degli accelerometri, basti pensare che tutti gli smartphone e i controller dei giochi siano dotati al loro interno di un accelerometro. In commercio si trovano tre differenti tipi di accelerometri:

  • Gli accelerometri piezoelettrici: sfruttano il principio di funzionamento basato sull'effetto piezoelettrico, dove un cristallo di quarzo è usato per produrre una carica elettrica tra due terminali, direttamente proporzionale alla forza di compressione;
  • Gli accelerometri di tipo piezoresistivo: operano, misurando la resistenza di un cavo sottile, quando è deformato da una massa di prova;
  • Gli accelerometri a capacità variabile: dove il cambio è proporzionale all’accelerazione. Gli accelerometri, negli ultimi anni, sono stati utilizzati anche nel campo della biomeccanica clinica e sono strumenti utili per ottenere nell’immediato la misurazione dell’accelerazione del movimento nei soggetti analizzati. Tuttavia, nell’analisi del movimento, le accelerazioni sono proporzionalmente collegate alle forze che determinano il movimento. Da un’analisi degli studi che hanno utilizzato tali dispositivi, si può affermare che mostrano i migliori risultati quando sono posti direttamente su segmenti rigidi in prossimità delle articolazioni, rispetto a quando sono fissati nei tessuti molli, infatti, il rischio di errori è causato da anomalie delle procedure di fissaggio e montaggio dei dispositivi. Per avere un’idea sul funzionamento teorico dell’accelerometro, esso si può collegare al principio teorico massa-molla, dove l'accelerazione è direttamente proporzionale alla forza d'inerzia, che, seguendo il III principio della dinamica, è uguale alla reazione elastica della molla. Per il 2° principio della dinamica e la legge di Hooke si determina quanto segue:

    Facc. = −K *ΔL

Dove K è la costante elastica della molla e ΔL è la variazione della lunghezza della molla rispetto a quella iniziale. Se è applicata una forza, la molla subirà un’estensione o un accorciamento.

L’intensità della forza può essere determinata moltiplicando la misura dello spostamento per la costante elastica della molla. Un’altra schematizzazione di un accelerometro è data dal sistema massa-molla smorzatore. La massa mobile si muove in funzione dell’accelerazione subita, della costante elastica della molla e quella viscoelastica dello smorzatore. La forza della sollecitazione esterna è legata allo spostamento subito secondo l’equazione:

formula

Come accennato in precedenza, i dispositivi possono essere distinti in tre diverse tipologie: resistivi, piezoelettrici e a capacità variabile. Il modello di accelerometro più semplice che si trova sul mercato è rappresentato da un accelerometro resistivo-monoassiale.

Esso può essere composto con una massa, sospesa per mezzo di una molla in una struttura definita, che permette alla massa di muoversi solamente nella direzione della molla, quindi, è possibile quantificare l’accelerazione della massa è quella riferita all’accelerazione gravitazionale.

La resistenza elettrica varia al modificarsi dell’accelerazione subita dal dispositivo; tramite l’utilizzo di un ponte di Wheatstone è possibile trasformare la variazione di resistenza registrata in differenza di potenziale, che sarà direttamente proporzionale all’ampiezza dell’accelerazione. Nei sensori piezoresistivi, l’elemento sensibile deputato alla registrazione del segnale, non è più una resistenza elettrica, bensì un cristallo piezoresistivo. Il principio di funzionamento per questo tipo di sensori è basato sulla capacità del cristallo di variare la resistenza proporzionalmente alla forza applicata. Anche in questo caso, i dispositivi richiedono un elemento molto sensibile come il ponte di Wheatstone, che ha il compito di filtrare e amplificare le minime variazioni di resistenza registrate dall’accelerometro.

Gli accelerometri monoassiali, a differenza di quelli triassiali, presentano il grosso limite di poter restituire informazioni unicamente sulla componente dell’accelerazione parallela alla direzione della molla. Un accelerometro triassiale può essere ottenuto implementando tre accelerometri monoassiali, secondo direzioni tra loro ortogonali.

In questo modo è possibile avere un dispositivo che sarà in grado di generare come output il segnale accelerometrico sulle tre direzioni. In una situazione di analisi del movimento umano, le misurazioni degli accelerometri possono essere non attendibili a causa dell’oscillazione sull’off-set, difficilmente quantificabile, delle piccole dimensioni e delle variazioni di temperatura registrate dal sensore che modificano le sue proprietà elettriche tra cui la resistenza e la capacità.

Giroscopi

I Giroscopi sono dei trasduttori che hanno il compito di convertire la velocità angolare registrata in un segnale elettrico. Quando sono usati per analizzare il movimento umano, sono applicabili (come i precedenti sensori) in qualsiasi segmento del corpo, e misurano l'andamento nel tempo della velocità angolare tipica del segmento corporeo su cui il dispositivo è fissato.

In commercio, c’è una vasta scelta di giroscopi, ma per analizzare il movimento delle persone, si preferiscono quelli con funzionamento a massa vibrante, poiché sono particolarmente piccoli e a basso consumo energetico. La caratteristica che accomuna tutti i tipi di giroscopi è il principio dell’effetto di Coriolis a massa vibrante, che determina il loro funzionamento. La forza di Coriolis è proporzionale alla velocità angolare:

Fc = 2mv∧ω

La rotazione angolare è espressa, come un’apparente del sistema su cui giace la massa, dove con m è identificata la massa sottoposta a oscillazione, con ν la velocità istantanea che si propaga sull'asse x e ω che rappresenta la velocità angolare.

Lo spostamento nella direzione y è, direttamente proporzionale alla velocità angolare che vogliamo ottenere. Analogamente all’accelerometro, un giroscopio triassiale può essere ottenuto integrando tre giroscopi di tipo monoassiale. I dati che il sensore registra sotto forma di output, rappresentano le velocità angolari, delle tre assi del sensore, che descrivono il sistema di riferimento locale del sensore utilizzato.

Anche le misurazioni dei giroscopi sono poco precise, e le cause più frequenti sono dovute ai limiti nella stima dell’orientamento e la deriva del segnale nelle acquisizioni di lunga durata. A tal proposito, i piccoli errori nell’off set possono determinare derive del segnale che portano a errori grossolani per quanto riguarda la stima della velocità angolare del task o dei gesti analizzati. Per questo motivo, al fine di migliorare la prestazione dei dispositivi e ridurre gli errori strumentali, ai giroscopi, secondo il principio del sensor fusion, sono spesso associati i magnetometri, che hanno il ruolo di correggere le derive del segnale nel tempo.

Magnetometri

I magnetometri sono sensori in grado di generare differenze di potenziali in base al campo magnetico cui sono sottoposti, quindi il segnale elettrico registrato in uscita, sarà direttamente proporzionale all'intensità del campo magnetico.

In assenza di campi magnetici esterni il dispositivo è in grado di misurare il vettore del campo magnetico terrestre, che può assumere un riferimento costante durante tutta la sessione di analisi. Il vettore del campo magnetico terrestre può assumere orientamento e intensità differenti, in base alla localizzazione.

Esistono tre tipi di magnetometri: i sensori a induzione, i magnetoresistori, e i sensori a effetto Hall.

I magnetometri più utilizzati per l’analisi del movimento umano sono quelli basati sull’effetto Hall in un cristallo semiconduttore, in quanto versatili e con una maggiore sensibilità.

Se si suppone che i portatori di carica si muovano longitudinalmente in un cristallo semiconduttore a forma di nastro con velocità vI, immerso in un campo magnetico B, che agisce in modo perpendicolare a essi, si può osservare una differenza di potenziale V trasversale, generata dall’interazione di B con I (effetto Hall).

I dispositivi Magneto-inerziali (IMU), composti di accelerometro, giroscopio e magnetometro, si basano sul principio di funzionamento di sensor fusion in modo da integrare i dispositivi tra di loro, così ogni sensore è in grado di compensare e far fronte agli errori strumentali degli altri dispositivi. Integrando i tre sensori è possibile ottenere informazioni, sull’orientamento e sullo spostamento del segmento corporeo analizzato. Si può affermare, quindi, che i sensori consentono di ottenere informazioni precise e dettagliate sulla posa del segmento corporeo, e ognuno di essi ha il compito di:

  • Il giroscopio: permette di registrare le variazioni della velocità angolare, e attraverso l’integrazione con gli altri sensori, permette di determinare l’orientamento;
  • L’accelerometro: permette di determinare e stimare le accelerazioni con la correzione rispetto a quella gravitazionale e di derivarne la velocità;
  • Il magnetometro: permette la correzione e la precisione dei dati acquisiti confrontandoli e allineandoli al nord magnetico. Tuttavia, per l’integrazione dei tre sensori, in un ambiente dove è richiesta estrema accuratezza dei dati, come l’analisi del movimento, a volte, è necessario l’utilizzo dei filtri o di Kalman o quelli complementari. Il filtro di Kalman può essere definito come un set di equazioni matematiche che forniscono un metodo computazionale ricorsivo efficiente per la stima dello stato del processo analizzato, tendendo a minimizzare l’errore quadratico medio. Il filtro ha il compito di supportare la stima di stati passati, presenti e futuri, anche quando la natura precisa del sistema modellizzato non è nota. Questo filtro, fa riferimento all’evoluzione dinamica delle variabili osservate.

Procedure di valutazione e acquisizione dati

Le valutazioni, della sperimentazione presa in esame, sono state eseguite, per i due gruppi di anziani che hanno svolto il protocollo nei relativi centri, direttamente in sede, mentre, per il gruppo che ha svolto l’attività in palestra, è stata eseguita nel Laboratorio di Analisi del Movimento e della Prestazione dell’Università degli Studi di Enna “KORE” .

Per la definizione del set e del Piano di Azione , si sono seguite le direttive proposte dal ricercatore Guralnik. I gruppi, come detto in precedenza, erano formati da soggetti che frequentavano il centro di riferimento; le procedure di valutazione iniziale sono state programmate su tre giorni, mentre, la valutazione finale su due.

L'ordine di valutazione dei soggetti è stato randomizzato per mezzo di un codice ID (iniziali del Nome e Cognome) assegnato a ciascun partecipante. Per tutta la durata della prova (SPPB) è stato chiesto ai soggetti di indossare tre sensori Magneto-inerziali (IMU) rispettivamente due alle caviglie (Dx e Sx) e uno nella zona lombare (L5/S1) con l’ausilio di bande elastiche. Oltre ai sensori Magneto-inerziali, le prove di equilibrio e di STS sono state eseguite con la Wii Balance Board posta in prossimità di una sedia; per la prova del gait non è stato previsto l’utilizzo della WBB (Figura 6).

set_di_valutazione

Inoltre sono stati utilizzati 2 PC, uno per l’acquisizione dei dati provenienti dalla WBB, l’altro per i dati forniti dai sensori Magneto-inerziali. Per l’analisi quantitativa dello SPPB test, si è deciso di prendere in esame uno dei tre task motori e cioè il Sit-to-Stand, analizzando solamente i dati forniti dalla WBB, suddividendo l’analisi in due fasi: 1. La fase di Standing, che inizia quando il soggetto è seduto, si accinge ad alzarsi, e finisce quando è in piedi (con gli arti inferiori completamente distesi) in una fase di stabilizzazione; 2. La fase di Sitting, che inizia quando il soggetto è perfettamente in piedi (con gli arti inferiori distesi), si accinge a sedersi e termina quando si adagia. Per definire nel dettaglio le fasi di standing e sitting, attraverso corretti script caricati su Matlab, si è estrapolato il grafico del segnale completo del Sit-toStand, utilizzato per descrivere i parametri biomeccanici del task.

segnale_STS

Come anticipato in precedenza, la WBB è stata utile al fine di valutare la vGRF (Ground Reaction Force) . Per analizzare la vGRF su Matlab, è stato utilizzato lo script seguente: vGRF_analysis(script) (Figura 7); essendo stata la prova del STS suddivisa in due procedure, Standing e Sitting, per calcolare i rispettivi grafici, sono stati utilizzati rispettivamente i seguenti script:

  • Standing_analysis (script), grazie al quale è stato possibile estrapolare il segnale della fase di standing (Figura 8);
  • Sitting_analisys (script), con il quale è stato estrapolato il segnale della fase di sitting (Figura 9). La prima analisi è stata fatta soltanto per lo Standing, prendendo in considerazione i parametri biomeccanici, descritti in Tabella 1, proposti in uno studio del 20155 basati sull’approccio proposto da Lindemann nel 2003.
tabella_parametri_standing
segnale_fase_standing

Dall’elaborazione di questi parametri, le 6 variabili ottenute su Matlab si possono così distinguere:

  • Pre_T (T1-T2) : Fase di preparazione;
  • Stand_P (T2-T3) : Fase di propulsione/salita;
  • Stab_P (T3-T4): Fase di stabilizzazione;
  • Norm vGRF: valore della vGRF normalizzata;
  • OS (Overshoot) : Differenza tra il valore massimo raggiunto dalla vGRF rispetto al valore della massa corporea;
  • IC: inclinazione della forza (non presa in esame ai fini del presente studio).

Per quanto riguarda, invece, la fase di sitting, le variabili sono 3: le prime due variabili s’identificano come fasi temporali, la terza variabile cinetica s’identifica nella vGRF.

Le variabili ottenute da Matlab sono state 3:

  • FASE 1 (T5-T6): comprende la preparazione del sitting;
  • FASE 2 (T6-T7): è la durata totale della fase di sitting;
  • Norm vGRF: valore della vGRF normalizzata.
segnale_vGRF

Software utilizzati per l’elaborazione dei dati. I dati acquisiti sono stati inseriti nel pc ed elaborati con l’ausilio dei seguenti software: Matlab (Matlab, The MathWorks, Inc.), Excel e SPSS.

MATLAB

MATLAB (Matrix Laboratory) è un software che permette di eseguire il calcolo numerico e l’analisi statistica. Consente di manipolare matrici, visualizzare le funzioni e i dati, implementare gli algoritmi, creare delle interfacce per ogni utente, e interfacciarsi con altri programmi; fanno largo uso di librerie di calcolo (in particolar modo di algebra lineare) per risolvere problemi numerici al calcolatore. È un software molto usato nelle università, grazie alla presenza di numerosi strumenti a supporto e funziona su diversi sistemi operativi, tra cui Windows, Mac OS, GNU/Linux e Unix. Una volta avviato, appare il desktop di Matlab il quale contiene diverse finestre quali:

  • Workspace window, che è lo spazio di lavoro nel quale sono elencate le variabili presenti nello spazio di lavoro insieme con alcune informazioni su di esse (dimensioni, tipo, memoria occupata); è possibile modificare il valore di una variabile utilizzando il workspace array editor;
  • Current directory, tramite la quale è possibile spostarsi tra le cartelle come con un qualsiasi File Manager;
  • Command window, dove sono immessi i comandi Matlab;
  • Command History, che contiene una lista dei comandi digitati con funzioni di copia e incolla.

È stato fondamentale per l’elaborazione dei dati il formato “XML”, forniti dalla Wii Balance Board e attraverso il quale sono stati prodotti i grafici del segnale della vGRF relativamente al task motorio STS.

Microsoft Excel

È un programma prodotto da Microsoft, e inserito nel pacchetto Office, dedicato alla produzione e alla gestione di fogli di lavoro. È uno strumento multifunzionale in quanto, grazie alle tante formule matematiche, statistiche, finanziari e logiche in esso contenute, permette di eseguire calcoli, creare tabelle e grafici per la visualizzazione di dati. Nel presente lavoro è stato utile per inserire i dati estrapolati da Matlab, organizzarli per poi essere nuovamente analizzati con SPSS (Figura 10).

segnale_vGRF

SPSS

SPSS sta per “Statistical Package for Social Science” , è un software di statistica per l’elaborazione dei dati in diversi settori applicativi quali: psicologia, medicina; analisi e ricerche di mercato; sociologia. Presenta moltissime funzionalità che permettono di elaborare dati di analisi monovariata, bivariata, multivariata, test statistici con e senza parametrici. Consente, inoltre di tracciare grafici, costruire complesse tabelle, statistiche descrittive e analisi statistiche.

Analisi Statistica

Riassumendo, sono stati analizzati due aspetti: il primo qualitativo delle prestazioni dei soggetti, il secondo quantitativo, svolto in maniera oggettiva e dettagliata, anche grazie all’ausilio di strumentazioni sofisticate (IMU) e a basso costo (WBB) per l’elaborazione dei dati. Per l’analisi quantitativa si è proceduto valutando i dati ottenuti da uno dei tre task motori dello SPPB test, in altre parole il Sit-to-Stand, facendo un successivo sezionamento del task, differenziandolo in Standing e Sitting. I dati presi in considerazione riguardano il periodo intercorso tra valutazione iniziale e finale. Per entrambi i task, sono state esposte le variabili prese in esame. In particolare è stato utilizzato un test che permettesse di confrontare i risultati delle medie ottenute dopo un periodo di allenamento, nel quale, ai partecipanti è stato somministrato il protocollo motorio descritto in precedenza. A tal proposito, prima di analizzare i dati ed elaborarne i risultati, è stata verificata la normalità e gli indici di asimmetria e curtosi per ogni singola variabile della fase di Sitting e per le variabili della fase di Standing. Osservando le tabelle sottostanti (Tabella 2 e 3), è possibile notare che i valori di asimmetria e curtosi delle variabili del Sitting e dello Standing sono compresi all’interno del valore limite di normalità |1|; pertanto è stato eseguito il Test-t per campioni appaiati proprio per valutare se l’intervento avesse sortito degli effetti anche da un punto di vista statistico.

segnale_vGRF