Come stimolare il testosterone - parte seconda
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Come stimolare il testosterone - parte seconda

Fino a che punto gli stimolanti di testosterone possono essere importanti per un atleta? Risulta essenziale per chi pratica attività sportiva stimolare la produzione di questo ormone? Analizziamo nel dettaglio i diversi elementi.

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Come stimolare il testosterone - parte seconda

Muira Puama (Ptychopetalum olacoides)

La Muira Puama o Marapuama è famosa come pianta afrodisiaca. Questo fitoterapico sembra potere incrementare la libido, è usato per curare l’impotenza, la stanchezza mentale e fisica e l’astenia. È un tonico che agisce principalmente a livello nervoso ma sembra anche attivo sul sistema circolatorio e sembra poter prevenire la caduta dei capelli. È stato dimostrato avere proprietà antiossidanti e neuroprotettive. Questa pianta viene utilizzata come adattogeno ed anti-stress. Attualmente è studiata anche come possibile trattamento dei disturbi dell’umore e stati depressivi, in quanto diversi studi su animali evidenziano queste capacità.

La Muira Puama è considerata una pianta neurotonica dato che le sue proprietà sono dovute ad azioni sul sistema nervoso, in particolare sembra avere attivitanticolinesterasica. La colinesterasi è un enzima che metabolizza l’acetilcolina e di conseguenza la Muira Puama, riducendone l’attività, aumenta la concentrazione di questo neurotrasmettitore nel cervello. Per queste sue proprietà è studiata per un possibile impiego nell’Alzheimer e nei disturbi della memoria.

Uno studio (Waynberg) evidenzia che questa pianta aumenta il desiderio e l’attività sessuale nella donna.

Nonostante tutte queste interessanti proprietà non ha però dimostrato di avere particolari effetti sui livelli di testosterone o perlomeno nessuno li ha mai dimostrati scientificamente anche se viene spesso inserita in prodotti che vantano risultati di questo tipo.

Integrazione nello sport

La Muira Puama viene spesso inserita nei complessi per stimolare la produzione di testosterone e di conseguenza per favorire la crescita muscolare. Attualmente non esiste nessuno studio a conferma di tutto ciò, il suo uso è basato sui resoconti della medicina tradizionale brasiliana. Pertanto, per ora, non si può considerare un aiuto per gli atleti.

Ortica (urtica dioica)

L’urtica dioica è utilizzata nella cura dell’ipertrofia prostatica. La principale proprietà biologica dell’ortica è quella di legarsi alla proteina SHGB.

Il testosterone in circolo è prevalentemente legato dalla proteina SHGB (sex hormone binding globulin), ma soltanto quello libero e quindi non legato è attivo. Quando il testosterone si lega al SHGB perde la sua attività biologica in quanto in questa condizione non riesce a penetrare le cellule per attivarne i rispettivi recettori.

Superando i 45 anni di età, l’attività del SHGB aumenta del 40%, diminuendo fortemente il livello di testosterone attivo. Alcuni costituenti del fitocomplesso dell’ortica si legano al SHGB al posto del testosterone, riducendo così i siti di legame per il testosterone che diviene maggiormente disponibile nella sua forma libera. L’estratto di ortica inibisce anche il legame fra DHT e i siti di legame per il DHT posti sulla prostata. Inibisce inoltre anche l’enzima alfa 5 reduttasi che provoca la conversione del testosterone in DHT (diidrotestosterone).

Il DHT causa l’iperplasia prostatica benigna e la perdita di capelli nell’uomo. L’estratto di ortica è pertanto usato in terapia medica nella prevenzione dell’iperplasia prostatica benigna e della caduta dei capelli. Nonostante tutti i meccanismi di azione alcuni studi hanno però dimostrato che non vi è nessun aumento del testosterone in circolo in seguito all’assunzione di ortica, pertanto le sue presunte proprietà sulla concentrazione ematica di questo ormone sono state confutate dalla scienza.

Sembra avere anche azione protettiva sui giunti ossei, probabilmente dovuta al riequilibrio dell’assetto ormonale.

Integrazione nello sport

L’ortica dioica viene utilizzata per le sue presunte proprietà nel favorire l’incremento di testosterone. Tuttavia i pochi studi scientifici condotti sino ad ora non evidenziano incrementi del suddetto ormone, pertanto l’utilizzo in campo sportivo sembra poco sensato. Inoltre non esistono studi diretti sugli atleti a dimostrazione di possibili benefici ottenibili dall’utilizzo di questa pianta.

Pro-ormoni

I pro-ormoni sono precursori di ormoni, ovvero sostanze di per sé senza attività biologica che però attraverso una conversione enzimatica effettuata dall’organismo divengono attivi come ormoni. I supplementi a base di pro-ormoni sono pertanto sostanze inattive che, una volta assunte, vengono convertite dall’organismo in ormoni con attività anabolizzante.

In Italia queste sostanze non sono ammesse come supplementi di libera vendita, ma sono soggetti a prescrizione di ricetta medica, però in altri stati, con normative sanitarie differenti sono tranquillamente venduti nei negozi di integratori per sportivi.

Queste sostanze sono:

  • 19-norandrostendione,
  • 19-norandrostenediolo,
  • DHEA,
  • 4-androstenediolo,
  • 4-androstenedione,
  • 1,4-androstandienedione.

Queste sostanze vengono convertite nel corpo in veri e propri anabolizzanti e pertanto portano effetti simili e di conseguenza anche gli stessi effetti collaterali di questi farmaci.

In realtà hanno attività più blanda dei veri e propri farmaci dopanti però andando ad interagire con i recettori degli androgeni comportano gli stessi rischi di disfunzione gonadica con tutte le conseguenze che ciò comporta. Inoltre il loro uso è vietato dalle leggi antidoping e l’assunzione di queste sostanze può dare positività ai test antidoping, pertanto ne è sconsigliato l’uso.

Serenoa repens (Palmetto seghettato)

Il palmetto seghettato è una pianta usata nella terapia dell’iperplasia prostatica benigna (allargamento della prostata). Inibisce la 5 α-reduttasi, enzima responsabile della conversione di testosterone in diidrotestosterone (DHT).

Inibisce inoltre l'attività ed il trasporto dello stesso DHT. Quest'ultimo è direttamente implicato nell'iperplasia benigna della prostata e nella caduta dei capelli. Infatti vi sono anche trials clinici che mostrano l'efficacia della Serenoa repens nella cura della calvizie maschile.

Grazie alla sua azione sull’attività del DHT viene studiata anche per un suo possibile impiego nell’irsutismo femminile.

È stato anche dimostrato che aumenta i livelli di testosterone.

Integrazione nello sport

Il palmetto seghettato viene utilizzato per le sue presunte proprietà nel favorire l’incremento di testosterone. Se pur vero ciò, bisogna dire che l’attività degli androgeni a livello muscolare è data dalla combinazione di testosterone e DHT, di conseguenza calandone uno per aumentare l’altro non porta a particolari effetti, infatti non esistono ancora studi in grado di dimostrare che ci siano dei benefici per gli atleti grazie alla sua azione sul rapporto testosterone/DHT.

Non esistendo ancora studi che dimostrino un miglioramento delle performance atletiche o dello sviluppo muscolare in seguito a trattamento con la serenoa non è possibile asserire che sia un valido supplemento per gli sportivi.

Suma (Pfaffia paniculata)

La Suma (Pfaffia paniculata), chiamato anche ginseng brasiliano per il luogo d’origine, ha proprietà simile alla maca. L’estratto di questa pianta è utilizzato nella medicina tradizionale come adattogeno e rinvigorente sessuale. Viene consigliata perchè può incrementare il livello energetico, ridurre il senso di affaticamento e aumentare la libido migliorando anche la prestazione sessuale dell’uomo.

Le proprietà attribuitegli dalla medicina tradizionale devono ancora essere dimostrate scientificamente però alcuni studi attribuiscono alla suma attività antinfiammatorie, antitumorali, ipocolesterolemizzanti ed immunostimolanti.

Contiene anch’essa il principio attivo ecdisterone. Questa sostanza, sebbene abbia dimostrato di avere effetto positivo sulla costruzione di massa muscolare, sulla sintesi proteica, sulla sintesi di glicogeno, sull’attività epatica e sulla modulazione del sistema immunitario in diversi animali non ha dato gli stessi risultati sull’uomo.

Oltre all’ecdisterone contiene un gruppo di saponine (fitosteroli) caratteristici. La pfaffia panicolata ha dimostrato di aumentare il livelli di testosterone e le performance sessuali in ratti, tuttavia non ci sono ancora studi in grado di dimostrare le stesse proprietà sull’uomo.

Integrazione nello sport

La pffafia viene utilizzata dagli atleti per le sue presunte proprietà nel favorire l’incremento di testosterone. Tuttavia attualmente non esistono studi scientifici in grado di confermare ciò, pertanto l’utilizzo in campo sportivo non può essere ancora avvallato. Inoltre non esistono studi diretti sugli atleti a dimostrazione di possibili benefici ottenibili dall’utilizzo di questa pianta.

Tribulus terrestris

Il tribulus terrestris nell'antichità era considerato diuretico e afrodisiaco. Secondo la medicina tradizionale cinese e indiana, questa pianta ha azione regolatrice e depurativa (agisce nelle disfunzioni di origine renale, epatica e gastrointestinale) ed in grado di aumentare la fertilità maschile e femminile sopperendo ad eventuali carenze ormonali.

Oggi si ritiene che l’estratto di questa pianta possa innalzare il tasso di LH nell'uomo e di FSH nella donna con aumento di testosterone nel primo e di ormoni femminili nella seconda. L’attività è data dalla presenza di saponine (fitosteroli) tra cui le protodioscine. Alcuni studi clinici mostrano reali effetti riconducibili all’incremento di LH come maggiore libido, aumento del testosterone e degli estrogeni. Tuttavia non tutti gli studi condotti portano agli stessi risultati, anzi diverse altre ricerche non evidenziano nessun tipo di beneficio dall’utilizzo di questa pianta. In base a questa discordanza si presume che l’effetto sembri dipendere dalla condizione di partenza dell’utilizzatore: se il soggetto ha dei livelli di tali ormoni al di sotto della norma a causa di stress o sovrallenamento risponde in maniera positiva, altrimenti in caso di normale stato di salute non vi è beneficio.

Il tribulus terrestris ha una attività riequilibrante sul sistema “LH-testosterone”; infatti, supposto di utilizzare un tribulus realmente attivo (contenente sufficienti quantità di protodioscine), si è osservato che soggetti sotto stress (anche da sovra-allenamento) e con livelli bassi di testosterone trovavano giovamento dall’uso del tribulus terrestris. Il tribulus agisce favorendo il rilascio di LH dall’ipofisi, questo ormone agisce alzando i livelli di testosterone. Nei soggetti in forma e con un equilibrio ormonale già ottimale, testosterone compreso, anche l’estratto più attivo non induce cambiamenti; questo potrebbe dimostrare come il tribulus terrestris possa aiutare a ritrovare l’equilibrio nei soggetti stressati, ma non nei soggetti sani anche in caso di iperdosaggio.

È stato anche dimostrato un aumento della libido ed un’azione inibitoria sulla fosfodiesterasi 5 (il meccanismo d’azione del Viagra) che favorirebbe pertanto l’erezione.

Integrazione nello sport

Il tribulus terrestris viene usato da body builder ed atleti di forza per migliorare le prestazioni ed aumentare la massa muscolare. L’azione di questo estratto vegetale sul testosterone dovrebbe promuovere la sintesi proteica e di conseguenza la crescita muscolare. Tuttavia gli studi indipendenti condotti sull’impiego di questa pianta per migliorare le performance o aumentare la massa muscolare non sono molto incoraggianti, in quanto queste ricerche non dimostrano particolari effetti utilizzando questa pianta. Si è visto che le persone con livelli di testosterone basso trovano beneficio dall’uso del tribulus che riporta l’ormone a concentrazioni normali. Chi invece non ha problemi di questa natura non ottiene particolari cambiamenti.

Per questa capacità di promuovere la produzione di androgeni in caso di ridotta funzionalità gonadica il tribulus viene abitualmente utilizzato successivamente ad un ciclo di steroidi per riequilibrare l’asse gonadico.

Nonostante ormai sia chiaro che questa pianta non è in grado di generare uno stato di iperproduzione ormonale uno studio condotto su atleti (Milasius) evidenzia un effettivo incremento di testosterone in soggetti sani nei primi 10 giorni di trattamento con tribulus, incremento che poi scompare nei giorni successivi. Alla luce di questi risultati sarebbe interessante vedere l’effetto sulla crescita muscolare di microcicli di 8/10 giorni intervallati da altrettanti giorni senza somministrazione.

Diversi atleti riportano di avvertire un forte incremento della libido in seguito all’utilizzo di questa pianta.

Dosaggio

1/3 gr al giorno divisi in due o più somministrazioni in caso di condizioni di bassi livelli di testosterone. Come per tutte le sostanze che modificano il profilo endocrinologico personale, è caldamente raccomandata la ciclizzazione, per un periodo massimo di sei-otto settimane, in fase di massa, seguito da uno stacco di altre quattro.

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