La personalità e i meccanismi di difesa - seconda parte
NonSoloFitness: divulgazione, formazione, consulenza
Corsi di formazione Corsi di formazione per Personal Trainer, Istruttori Fitness
06 40403925

La personalità e i meccanismi di difesa - seconda parte

Autore:
Ultimo aggiornamento:

Il sistema topografico: Inconscio, Preconscio e Conscio
Secondo questa teoria la psiche è costituita da:

  • Inconscio: è la sede dei pensieri, desideri, sentimenti e pulsioni che sono ritenuti inaccettabili sul piano morale, per questo sono tenuti nell'oblio della psiche umana, coperti da pensieri più accettabili ma meno autentici. I contenuti di questa sede psichica non sono facilmente accessibili e riconoscibili se non attraverso un'accurata analisi terapeutica del profondo. Con la psicoterapia si possono mettere in luce i reali motivi che stanno alla base dei nostri gesti spesso "addolciti" da motivi apparenti che sembrano anche convincenti. La modalità attraverso cui si manifesta l'inconscio è il sogno, che è una porta aperta sulla reale condizione psichica della persona. L'analisi del sogno , se eseguita da uno psicoterapeuta serio e professionale può offrire grandi spunti per l'analisi e per la guarigione del paziente: attraverso il sogno l'inconscio comunica lo stato reale di salute.
  • Preconscio: è una parte dell'Inconscio si tratta di pensieri e ricordi che sono semi accessibili, essi si manifestano attraverso modalità inconsapevoli come ad esempio i lapsus o con uno sforzo, tipico esempio è "l'avere qualcosa che non ci viene ma che è sulla punta della lingua". Il Preconscio è in sintesi quella parte della personalità psichica in cui mandiamo ricordi, sentimenti ed emozioni che sono come campanelli d'allarme, possono in pratica essere parzialmente disturbanti. Sono quegli eventi che non ricordiamo in tempi brevi ma che possono affiorare alla coscienza se adeguatamente stimolata. Un esempio pratico è quello di una persona che ci saluta per strada, ma non ricordiamo il suo nome. Ci si sforza, si spremono le meningi, ma noi non ricordiamo in quel momento il nome o dove la abbiamo conosciuta. Dopo un po' di tempo il ricordo riemerge: perché non è venuto in mente prima?Semplicemente perché questo ricordo era situato nello stato del pre-conscio, e per riaffiorare alla coscienza aveva bisogno di essere aiutato e stimolato. Ancora pensiamo a quando percepiamo un odore, un profumo particolare o un'immagine sonoro-visiva ( un paesaggio, un colore, un gioco…) e sentiamo che ci ricorda qualcosa ma fatichiamo a ricordare che cosa. Come trovarsi in una biblioteca e cercare tra tanti libri uno in particolare, c'è bisogno di tempo per trovarlo. Il ricordo situato nel preconscio, in questo caso il nome della persona che ci ha salutato, affiora alla coscienza, riemergono anche dei ricordi collegati a lui. Oppure rievochiamo cosa ricorda un determinato profumo o un'immagine visiva, etc. Non tutti i ricordi dunque possono essere coscienti, alcuni sono situati nel preconscio ed altri i più dolorosi e difficili sono posti nell'Inconscio, come se li volessimo archiviare. I ricordi ritenuti pericolosi sono quindi rimossi nell'Inconscio con il cartello "pericolo" mentre quelli sentiti come potenzialmente pericolosi si trovano in una dimensione di mezzo in cui c'è scritto "attenzione".
  • Conscio: è uno stato psichico di consapevolezza che si manifesta soprattutto attraverso un processo razionale e oggettivo, per mezzo della capacità critica e d'elaborazione. Il Conscio esprime la capacità di riflessione, l'individuo, per mezzo di questa funzione prende le distanze dal mondo sensibile e immediato per sottoporre a valutazione, tramite il giudizio, quanto diventa oggetto d'esperienza. Abbandona la percezione e l'impressione del momento per porre al vaglio critico ciò che ha percepito. La coscienza è la capacità di poter controllare l'impulso al fine di mantenere un certo stato d'equilibrio tra emotività, affettività ed intellezione. La Coscienza permette di organizzare e dividere le funzioni psichiche, è come un computer che elabora delle strategie meditative.

Il modello strutturale: Es, Io e Super-Io

Il secondo modello psichico ideato da Freud è denominato "seconda topica" è riconosciuto più comunemente come modello strutturale Es, Io e Super-Io: esse sono istanze psichiche racchiuse simbolicamente in un luogo immaginario. Il termine topica deriva dal greco "topos" , che significa appunto luogo. È necessario fare presente che la rivoluzione di Freud fu anche quella di parlare di concetti simbolici e non oggettivi e razionali, non esiste infatti un luogo anatomico all'interno del corpo umano in cui le varie istanze sono inquadrabili, si tratta di concetti legati ad una simbologia proprio come avviene per la scienza grafologica che si basa sull'interpretazione di simboli grafici. Vediamo, brevemente, di illustrare la seconda topica Freudiana, parliamo di Es, Io e Super-Io.

La personalità infantile iniziale si identifica con l'istanza dell'Es, alla nascita il bambino infatti è istinto ed impulso. Nell'Es domina il principio di piacere: ogni desiderio ed ogni stimolo richiede un soddisfacimento immediato per cui non si tollerano attese e frustrazioni di alcuna sorta. Tutto deve essere soddisfatto subito. Ma il bambino ed il suo Es devono fare i conti con la realtà circostante che inevitabilmente esiste e pone dei limiti al soddisfacimento immediato. Cosi avviene che se il bambino piange perché ha fame e la mamma non può correre subito egli vive una frustrazione. La realtà esterna non permette sempre che il desiderio sia soddisfatto subito, cosi l'Es deve adattarsi e in parte modificarsi. L'Io che viene cosi a formarsi regola i rapporti tra gli istinti, le necessità, le pretese, i desideri dell'Es e la realtà esterna. Attraverso la maturazione dell'Io il bambino impara ad aspettare,a reggere per un certo periodo le frustrazioni e tollerare l'attesa, si viene cosi a formare il principio di realtà. In seguito si forma l'istanza del Super-Io attraverso l'educazione, le norme, i divieti , le regole di condotta che i genitori e la società ci trasmettono. Il Super-Io però non concede attenuanti è restrittivo e distruttivo verso l'Es, per cui l'Io ha il difficile compito di mediare tra le due istanze.
Schematizziamo definendo le tre istanze:

  • L'Es è una forza istintiva, immediata e pulsionale regolata dal principio del piacere. Esso porta alla gratificazione ed alla soddisfazione immediata dei bisogni e delle necessità dell'individuo. L'Es è una forza molto potente, esplosiva e forte, non ragiona, ignora la logica e non ha principi morali, limiti, divieti.
  • Il Super-Io è la coscienza morale, l'insieme delle regole, norme, condotte di vita, e proibizioni che sono state registrate dal bambino nei primi anni di vita e che permangono sempre, anche in forma inconsapevole. Il Super-io forma l'orientamento e lo stile di vita di un individuo ed in esso è contenuto il principio di eticità.
  • L'Io è la parte organizzativa, mediativa ed elaborativa della personalità, che si trova a fare da paciere con i due "intolleranti inquilini": l'Es, il Super-Io,ai quali devono essere aggiunti i tanti condizionamenti e le richieste dell'ambiente. L'Es spinge ed il super- Io comprime ne nasce un conflitto con le richieste dell'ambiente. L'Io fa da mediatore cercando soluzioni che tengano a bada tutte le forze in gioco. L'Io lotta per stabilire l'equilibrio psichico e l'armonia, cosi in una buona condizione di sanità psichica, l'Io riesce a essere un buon mediatore e tenere un certo equilibrio; ma nella nevrosi cioè nelle "liti più furiose" tra Es, Super- Io ed ambiente, può avvenire uno squilibrio nocivo per cui l'oggettività e la stabilità non si mantengono.