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Il linguaggio
Nascita ed evoluzione del linguaggio, la linguistica generativa di Chomsky, l'acquisizione del vocabolario.
Il linguaggio
Il linguaggio consiste nella competenza ad associare suoni e significati mediante regole grammaticali che variano con il variare delle lingue specifiche. Anche i pappagalli imparano a pronunciare parole, ma non possiedono il linguaggio, gli scimpanzé possono imparare a comunicare ma non utilizzano le due funzioni del linguaggio, vale a dire quella comunicativa e quella simbolica (sostituzione dell’oggetto con la parola).
La linguistica generativa di Chomsky individua le regole, poche, implicite o esplicite, che il soggetto utilizza nel parlare. Ipotizza una predisposizione innata ad acquisire qualsiasi lingua. Come fa ad essere sicuro che i bambini non imparino a parlare per imitazione? Grazie al fatto che commettono errori di ipercorrettismo. Ogni lingua è produttiva per due motivi, primo perché non c’è limite al numero di frasi che possono essere generate, secondo perché, qualunque idea o pensiero, può essere espresso in ogni lingua. I motivi che conducono a ciò sono diversi e comuni ad ogni lingua: per esempio l’essere costituite da una serie di fonemi ce, da soli non hanno alcun significato ma, combinati tra loro, danno vita alle parole. A loro volta, combinando le parole, si genera un infinito numero di frasi. Ma, poiché alcune parole possono dar luogo a frasi dal significato ambiguo, i partecipanti ad una conversazione seguiranno il principio di cooperazione per il quale è sottointeso l’argomento.
Acquisizione del vocabolario
L’acquisizione del vocabolario presenta un percorso simile in tutti i bambini:
- 6 mesi: lallazione (espressione comunicativa dal punto di vista del feedback)
- 12 mesi: balbettio (mam-ma)
- 18 mesi: olofrase (sostantivi)
- 2 anni: linguaggio telegrafico (sostantivo + verbo). E’ pronto ad imparare la sua lingua
L’acquisizione introduce la comprensione e la produzione del linguaggio, linguaggio e contesto sociale sono strettamente legati.
La struttura delle relazioni sociali determina usi e scelte linguistiche = performance linguistiche.
Codice elaborato à ricchezza e flessibilità à classi agiate
Codice ristretto à rigidità e gergo à classi meno agiate
Dai 2 ai 3 anni i bambini possiedono 300 vocaboli (acquisizione veloce). Quando il bambino è in grado di distinguere il sostantivo e l’azione (quindi il verbo) è pronto per l’acquisizione del vocabolario.
I bambini sono predisposti sin dalla nascita ad apprendere il linguaggio, grazie ai sistemi percettivi dei quali sono dotati. La fase di apprendimento inizia a tre mesi con la semplice percezione dei suoni e il riconoscimento della provenienza, arrivando ad acquisire la grammatica di base a 5 anni. Tutto ciò è agevolato dalla rapida evoluzione dell’emisfero cerebrale sinistro, a partire dalla 35° settimana di vita, deputato all’elaborazione del linguaggio. In contrasto con i precoci mezzi di percezione del linguaggio, alla nascita è pressoché impossibile che un bambino possa riprodurre suoni linguisti, per motivi prettamente anatomici.
Per acquisire una competenza linguistica appropriata, il bambino, deve prima sviluppare la propria competenza comunicativa fatta di espressioni facciali. Il bambino apprende la lingua determinando il significato che il parlante intende dare, cercando poi di cogliere la relazione tra significato e la frase. Prima che possa apprendere una parola deve identificarla e riconoscerla e, a questo, viene incontro il modo di parlare degli adulti ai bambini, con frasi semplici e ridondanti. I bambini pronunciano le loro prime parole una alla volta, esprimendo però con esse un intero concetto, seppur molto contestualizzato. Questa forma verbale è definita olofrase.
Altrettanto comune è la generalizzazione semantica, per effetto della quale il nome di un oggetto può essere attribuito all’intera categoria di appartenenza di quest’ultimo. Espandere i brevi enunciati del bambino lo agevola nella composizione di elaborati linguistici più complessi. Prima dell’acquisizione della sintassi della lingua, assistiamo all’utilizzo di enunciati telegrafici, composti da due, tre parole. Appena il bambino scopre le regole grammaticali, tenderà ad applicarle sempre, impara successivamente ad adattare il linguaggio alle esigenze ed alle aspettative del destinatario.







