Il piede: l'organo meraviglioso
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Il piede: l'organo meraviglioso

Spesso sottovalutato, il piede ha un ruolo fondamentale nella postura e nella storia dell'evoluzione umana. Dall'appoggio del piede dipende l'allineamento delle strutture sovra-podaliche ed una serie infinita di informazioni spaziali per il cervello

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Il piede: l'organo meraviglioso

Nascosti, bistrattati, spesso maltrattati, in realtà i nostri piedi rappresentano uno straordinario esempio di ingegneria biologica nonché uno degli elementi distintivi della specie umana alla pari del cervello. In riferimento all'evoluzione dell'uomo e alla sua supremazia sulle altre specie si può affermare che "è in questo momento che il piede dell'uomo si pone al di sopra di ogni altro piede del regno animale, per divenire la potente arma antigravitaria che distingue l'uomo dagli altri esseri viventi ancor prima della intelligenza, perché è proprio dalla possibilità di elevarsi materialmente nei confronti della terra che è nata la possibilità di elevarsi intellettualmente. E non appaia paradossale" (Raffaele Paparella Treccia).

La specializzazione al bipedismo dell'uomo e la conquista della posizione eretta hanno permesso non solo il progressivo sviluppo del cervello ma anche l'esigenza di comunicare con gli altri e quindi la conquista del linguaggio. Ciò è stato reso possibile proprio dalle sostanziali modifiche che ha subito il nostro arto inferiore nel corso dell'evoluzione. Se dapprima il piede dell'antropomorfe poggiava al suolo con l'intera pianta e presentava l'opponibilità dell'alluce sulle altre dita, il piede dell'uomo ha quale caratteristica distintiva la formazione di una volta plantare con tre punti specifici di appoggio in corrispondenza del calcagno posteriormente e delle teste del 1° e 5° metatarso anteriormente. La parte mediale è incurvata verso l'alto (arco longitudinale mediale) ed assicura al nostro piede una fondamentale azione ammortizzatrice nell'impatto al suolo. Tale particolare conformazione è deputata a trasformare le spinte verticali provenienti dall'alto che si scaricano sul piede in spinte laterali per meglio essere distribuite sulla pianta d'appoggio.

Se ci pensate un attimo è straordinario considerare come una massa relativamente ampia come quella dell'uomo riesca a mantenere l'equilibrio in posizione eretta attraverso una superficie d'appoggio relativamente piccola come quella data dai nostri piedi.

Possiamo immaginare insomma i nostri piedi come degli instancabili lavoratori, deputati a sostenere tutto il peso del nostro corpo e le forze che si scaricano su di esso. Capace di rilasciarsi e poi irrigidirsi per permettere il cammino e l'adattamento al terreno, una sorta di ammortizzatore biologico. Paparella Treccia ha associato la struttura del piede ad un'elica, che si avvolge e si svolge per compiere la sua azione propulsiva e dinamica. Allo stesso tempo però i piedi sono anche sopraffini scienziati nella loro funzione recettoriale e sensitiva. Essendo l'unica parte del nostro corpo costantemente a contatto con una superficie rigida rappresentata dal suolo, da essi dipartono migliaia di informazioni spaziali che arrivano al cervello e contribuiscono in larga misura alla funzione di equilibrio. Attraverso queste evidenze possiamo affermare che il piede rappresenta uno dei principali organi coinvolti nel mantenimento della postura.

Dall'appoggio del piede dipenderà il corretto allineamento o meno delle strutture sovra-podaliche, così come una rigidità della caviglia comporta spesso rigidità anche a livello della gamba, dell'anca e della schiena, con il dolore che può irradiarsi fino al tratto lombare. Qualcuno potrà sorprendersi nel sapere che un dolore alla schiena potrebbe dipendere proprio da un cattivo appoggio plantare.

Alla pari di braccia, addome, cosce e gambe anche i nostri piedi sono costituiti da muscoli che si dividono in intrinseci ed estrinseci a seconda se originino o meno dal piede stesso. L'equilibrio fra le azioni muscolari che agiscono sul piede è di fondamentale importanza, questo aspetto viene spesso sottovalutato. La staticità e la progressiva sedentarietà che caratterizzano la nostra epoca si traducono spesso in dolori, anche invalidanti, sui nostri piedi. Per mantenere una buona mobilità delle strutture articolari e muscolari degli arti inferiori suggerisco una progressione di semplici esercizi di flesso-estensione e prono-supinazione da eseguire in maniera lenta e controllata, seduti a terra su un tappetino o su una sedia.