Camminare: l'elisir di lunga vita
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Camminare: l'elisir di lunga vita

Camminare offre enormi benefici, in particolare per la prevenzione di diabete, pressione alta e colesterolo. È un'attività che affonda le proprie radici nella preistoria, ma che a causa della tecnologia è sempre più desueta

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Camminare: l'elisir di lunga vita

Il cammino rappresenta una delle attività che più caratterizza l'essere umano in quanto tale. Già in epoca preistorica l'uomo era dedito al nomadismo, ossia allo spostamento continuo, anche per lunghi tratti, per andare alla ricerca di cibo. L'attività di esplorazione è proseguita in epoca romana, gli eserciti erano costretti a camminate estenuanti per raggiungere il luogo della battaglia. Dapprima l'utilizzo dei cavalli, poi dei carri fino all'evoluzione della tecnologia a motore hanno determinato una serie di conseguenze, più o meno buone, nel rapporto fra l'uomo ed il cammino. Se camminare un tempo era quindi una necessità oggi è probabilmente diventato una rarità.

Nell'epoca della sedentarietà esasperata la maggior parte delle persone ha dimenticato cosa voglia dire muoversi. Un paradosso che esemplifica questo concetto è sentir dire "generalmente mi muovo in auto o in treno"… Gli ascensori, dal canto loro, hanno fatto dimenticare cosa voglia dire "fare le scale", anche e soprattutto i più giovani preferiscono aspettare per minuti l'ascensore piuttosto che salire a piedi una rampa. Se nelle grandi metropoli l'uso continuo dei mezzi è parzialmente giustificato dal fatto di dover ricoprire lunghe distanze, nei piccoli paesi di provincia anche per effettuare uno spostamento di 100 metri, vuoi per prendere il figlio da scuola o per andare a comprare il pane, si utilizza l'auto. L'ulteriore paradosso di questa abitudine è che spesso i tempi si allungano piuttosto che accorciarsi. Si vede gente disperata ed intrappolata nel traffico mentre quei pochi eletti che camminano tornano sorridenti alle proprie case.

Analisi del cammino

La locomozione umana coinvolge tutti i principali segmenti corporei, impegnati contemporaneamente nel controllo della postura, nel contrasto della forza di gravità e nello spostamento del corpo. Si può affermare che la locomozione, intesa come lo spostamento e quindi il movimento del corpo, risponda sia a leggi fisiche che biologiche, che mirano ad ottenere il massimo beneficio o risultato con il minimo sforzo. Ciò che rende caratteristico il cammino nell'uomo è la sua modalità bipodalica e ortograda. Allo stesso tempo ciascuno di noi si differenzia dagli altri nel modo di camminare, vuoi per la differente lunghezza degli arti, per un peso corporeo più accentuato, per il range ridotto di qualche articolazione. Di questo ne è la prova il fatto che si riconosce, o spesso si imita, il modo di camminare di un amico o di un conoscente proprio perché ha caratteristiche univoche. A questa unicità contribuisce anche l'utilizzo delle calzature, nel tempo differenziatesi in mille e più modelli, che modificano il fisiologico appoggio del piede nell'impatto al suolo. Di questo abbiamo già parlato nell'articolo "Scarpe coi tacchi: istruzioni per l'uso".

Si definisce ciclo del cammino il periodo che intercorre tra due appoggi successivi dello stesso arto sul terreno. Vi sono diversi elementi che compongono il ciclo del cammino, i più caratteristici sono dati dalla larghezza del passo, ossia dalla distanza fra il calcagno e l'asse della marca (circa 5-6 cm) e dall'angolo del passo (angolo di Fick) che individua l'angolo formato dall'asse del piede con l'asse della marcia (15° circa).

Il cammino si caratterizza ulteriormente nel possedere una fase di appoggio (stance) che rappresenta il tempo in cui il piede rimane a contatto con il terreno (60% circa del ciclo) e una fase di oscillazione (swing) nella quale l'arto rimane sospeso senza contatto con il terreno (40% circa del ciclo). A queste due fasi si aggiunge una fase del doppio appoggio in cui entrambi i piedi sono a contatto con il suolo. Quest'ultima fase non è presente nel modello di locomozione della corsa.
Senza addentrarci oltre in ulteriori tecnicismi, analizziamo quelli che sono i motivi per cui camminare non solo è consigliato ma è a parere di chi scrive doveroso.

I benefici del cammino

Camminare è un'attività che richiede uno sforzo fisico relativamente basso al fronte di benefici che sono invece altissimi. A chi è timoroso di intraprendere un'attività fisica, vuoi perché non la si è mai fatta, perché si è pigri, perché si è eccessivamente grassi, il cammino è sicuramente la scelta più indicata per iniziare. Questo non è un luogo comune ma è alla base di studi scientifici promossi anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. In particolare camminare potrebbe essere una scelta azzeccata ancor più della corsa, soprattutto per gli anziani. Una recente ricerca apparsa su Arteriosclerosis, Thrombosis and Vascular Biology, la rivista dell'American Heart Association, ha evidenziato proprio questo aspetto. Lo studio ha messo a confronto circa 33.000 persone fra corridori e chi invece era dedito al cammino in relazione al ridotto rischio di ipertensione, ipercolesterolemia e diabete.

Se dai risultati si evidenzia che correre favorisce di più il dimagrimento rispetto al cammino, dagli stessi emerge che per la prevenzione di diabete, pressione alta e colesterolo il cammino è la scelta migliore. Ciò a parità di dispendio energetico, perché mediamente 40 minuti di corsa possono valere 1 ora e 20 minuti di camminata. Da intendersi comunque che le differenze percentuali in termini di benefici erano sostanzialmente minime. Tuttavia è chiaro che per un soggetto anziano, sedentario o obeso, almeno in una prima fase una camminata anche rapida prolungata nel tempo rappresenti la scelta più facile oltre che più indicata.

Oltre ai benefici cardiovascolari e metabolici appena citati, camminare si rivela un sostanziale toccasana anche per la salute delle ossa, andando a rallentare il processo osteoporotico. Allo stesso tempo ha effetti positivi sull' umore riducendo i sintomi di ansia e depressione. Insomma se da un lato non vi sono motivi validi per non camminare, dall'altro ve ne sono centinaia per iniziare a farlo, subito.